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Negli ultimi 40 anni il nostro pianeta è stato colpito da diversi incidenti nucleari i quali hanno definitivamente alzato un muro di paura tra i cittadini e questa potente fonte di energia. Come ben possiamo immaginare, però, lo spaccamento totale della popolazione è dovuto principalmente al disastro di Chernobyl che, dopo più di 33 anni, continua a far discutere i maggiori esperti di tutto il mondo a causa delle conseguenze che la popolazione limitrofa continua a pagare ogni giorno. Non a caso, ad oggi, Chernobyl è in assoluto la città più radioattiva al mondo ma, nonostante ciò, per molti è considerato un vero e proprio luogo turistico. 

Dopo diversi anni di puro silenzio, però, recentemente l’attenzione pubblica si è nuovamente spostata sul disastro che, come molti di voi sapranno, è stato documentato in maniera impeccabile dalla nuova serie TV “Chernobyl”, prodotta dalla HBO. La diretta conseguenza di questa serie TV è stata quella di creare nuovi dubbi sulla città radioattiva. Negli ultimi anni, infatti, la situazione è stata praticamente stazionaria ma, ad oggi, qualcosa potrebbe essere cambiato. Scopriamo di seguito i dettagli.

Chernobyl: le telecamere utilizzate dai droni rivelano hanno rilevato qualcosa di inaspettato

Per controllare lo stato di Chernobyl sono stati impiegati dei droni di ultima generazione, programmati per controllare un’area di 15 km intorno alla centrale nucleare di Chernobyl. Su questi ultimi sono stati installati dei spettrometri ad alta potenza che, attraverso la tecnica Lidar, hanno scoperto dei livelli di Radiazioni molto più alti delle aspettative. Vi sono alcune zone, infatti, con dei livelli di radioattività elevatissimi che nessuno si sarebbe aspettato dopo ben 33 anni dall’incidente.