consumi 5GSi comincia a parlare di inquinamento 5G. Un argomento su cui si dibatte ormai da diversi giorni. Si offre un termine di paragone con l’attuale rete 4G, già di per sé un grosso azzardo per la sicurezza e la salute dell’uomo e dell’ambiente. La nuova Industria 4.0 brama un clima rivoluzionario di connettività e servizi. Ma dall’alta parte c’è chi naviga controcorrente ed azzarda ipotesi per niente rassicuranti in merito ai nuovi problemi secondari che raggiungeranno il loro apice nel 2022. Evoluzione o ritorno al passato? Scopriamolo in questa nuova inchiesta esclusiva sulla rete.

 

Rete 5G: riflessioni sul futuro che sta per arrivare

Prese in esame le argomentazioni sui nuovi pericoli del 5G passiamo alle valutazioni oggettive del progetto rete new-age. Sviluppatori, comuni utenti e provider sono ansiosi di sperimentare le potenzialità delle future smart-city e tutta la complessità di un sistema di connettività che si applica ai più disparati campi dei servizi pubblici e privati.

Se è pur vero che il mondo si trasformerà in meglio con l’introduzione di nuove possibilità, è altrettanto vero che bisogna considerare anche la possibilità che il pianeta che conosciamo diventi una sorta di ibrido tra Minority Report e Terminator 3. Benché sia troppo presto per definire bene la situazione è auspicabile il proliferare di numerosi problemi di gestione energetica. Si potrebbe andare in contro al collasso più assoluto dei sistemi.Al MWC 2019 si parla del 5G e dei suoi consumiSenza voler alimentare volutamente ipotetiche teorie catastrofiche, diciamo che alcune società eminenti hanno iniziato a porsi domande circa questi potenziali problemi di gestione. Vertiv – società specializzata nella produzione di reti e infrastrutture informatiche – ha preso in considerazione uno studio su 100 operatori telefonici. Dalle analisi è emerso che esistono due fazioni:

  1. consumatori a favore del 5G e del nuovo concetto di Edge Computing
  2. intervistati che temono per un notevole aumento del consumo energetico (90% del campione).
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La compagnia ha stimato un aumento percentuale dello spreco energetico pari al +150 – 170% entro il 2026. A tutto questo, secondo nostro modesto avviso, bisogna sommare anche l’intervento delle auto elettriche. Le Nazioni difficilmente riusciranno a soddisfare simili richieste. C’è già chi importa energia elettrica dall’estero ed in vista del 5G la situazione potrebbe precipitare di molto. Si lavora per lo sviluppo di un sistema definito come Edge Computing, da vedersi come la possibilità concreta e necessaria di ridurre i consumi tramite piattaforma zero latency e data center green.Purtroppo solo una minima parte degli operatori telefonici hanno scelto di adottarla. Lo scenario non è dei migliori. Tu che  opinione ti sei fatto al riguardo? Spazio ai commenti.