Samsung Galaxy S9 contro Huawei P20 Pro
Oltre a un rapporto schermo-corpo più elevato, gli smartphone top di gamma del 2019 di Samsung sono destinati a passare tutti ad un lettore di impronte digitali in-display, ovvero integrato direttamente all’interno dello schermo. Tuttavia, secondo un nuovo rapporto, sembra che la società stia già testando una nuova rivoluzione estetica.

Gli attuali smartphone hanno un problema: la necessità di fotocamere frontali e di altri sensori combinata alla necessità di avere schermi sempre più grandi e ottimizzati impone ai produttori la scelta di un notch o di un modulo pop-out. E non sorprende che Samsung non ami nessuna di queste soluzioni.

 

Samsung punta in alto: negli smartphone del futuro fotocamere frontali in-display

Il notch per alcuni è un’interruzione al centro del display davvero antiestetica. I moduli che scorrono dall’interno della scocca a lungo andare possono rivelare problemi ed essere troppo fragili. Per questo motivo, un team di designer e ingegneri Samsung sta testando alcuni prototipi che utilizzano fotocamere frontali in-display, integrate nello lo schermo.

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Questa tecnologia è attualmente nelle prime fasi di sviluppo e pertanto, una sua implementazione nei prodotti commerciali è ancora lontana. Tuttavia, se i test del gigante sud coreano avranno il risultato sperato, si ipotizza che possano arrivare nei mercati di tutto il mondo nel 2020.

Questo significa che Samsung Galaxy S11 sarebbe il primo candidato. Tuttavia, in caso di problemi di qualsiasi natura, soprattutto di qualità delle immagini, il tutto potrebbe essere facilmente rinviato al Galaxy S12. Anche perché Galaxy Note 11 dovrebbe seguire le orme dell’edizione Galaxy S di quell’anno quando in fatto di design.

Poiché Samsung e gli altri produttori di smartphone puntano a smartphone completamente privi di cornici, le implementazioni dietro lo schermo o integrate all’interno dello schermo si riveleranno una necessità. Maggiori informazioni in questo senso arriveranno nei prossimi mesi dalle indiscrezioni provenienti dai centri di produzione cinesi.