Samsung Galaxy Home

Mentre la maggior parte degli utenti che hanno comprato uno smart speaker sembrano preferire i modelli low-cost e quindi di fascia bassa di Google e Amazon, Apple continua a dominare il segmento di mercato “premium”, piccolo ma in crescita, con il suo HomePod disponibile a ben 349 dollari.

Ma oltre a questi OEM c’è anche Samsung perché il produttore coreano vuole una fetta di questo mercato che continua a generare profitti, sebbene il suo assistente intelligente Bixby abbia ancora bisogno di lavoro. È probabile che la situazione si sblocchi il prossimo mese, quando Samsung Galaxy Home potrebbe avere una data di uscita e un prezzo.

 

Samsung Galaxy Home, tra un mese potremmo saperne di più (finalmente)

Lo rivelano gli stessi mercati dove Samsung Galaxy Home, prossimo altoparlante intelligente con speaker AKG, dovrebbe essere disponibile. Sorprendentemente, Samsung prevede di rilasciare il suo smart speaker per prima negli Stati Uniti, dove il gadget è stato protagonista di diverse indiscrezioni, e in Cina, il più grande mercato di smartphone.

Agli Stati Unici e alla Cina si aggiungerebbe anche la Corea del Sud, che è la patria del produttore. Bixby supporta ancora solo un modesto totale di quattro lingue, tra cui inglese, cinese, coreano e spagnolo. È proprio grazie a questo elenco di idiomi che possiamo indovinare con una certa facilità la seconda ondata di Paesi in cui arriverà.

Leggi anche:  Apple potrebbe tornare a produrre nuovamente iPhone X

Samsung Galaxy Home arriverà nei mesi successivi anche in Spagna e in Inghilterra, ma in questo caso l’espansione sarà molto più lenta. Proprio come per Apple HomePod che ha esordito negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia per poi arrivare molto dopo anche in Canada, Francia e Germania.

Per avere successo Samsung ha bisogno di qualcosa che spicchi rispetto alla concorrenza e il design o le capacità di Bixby di sicuro non sono caratteristiche uniche. Samsung Galaxy Home potrebbe avere un prezzo imbattibile? Tutto è possibile, ma siamo sicuri che il reparto commerciale dell’azienda non sceglierà mai una cifra da entry level.

O forse potrebbe imporsi con una semplice partnership, magari con un big come Spotify.