In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Il braccio di capitale di rischio di OpenAI e il Founders Fund di Peter Thiel hanno deciso di puntare su Coherence Neuro, una startup che sta sviluppando un impianto cerebrale pensato per individuare e curare il cancro. Gli investimenti rientrano in un round di finanziamento iniziale da 45 milioni di dollari, circa 40 milioni di euro, e raccontano bene quanto le grandi aziende tecnologiche guardino oggi con interesse ai dati cerebrali.
Secondo Ben Woodington, amministratore delegato e cofondatore di Coherence, esiste una “sinergia crescente” tra i grandi laboratori di intelligenza artificiale e le società che costruiscono dispositivi in grado di decodificare il cervello, le cosiddette interfacce cervello computer o BCI. “L’idea di raccogliere dati per addestrare modelli migliori e usarli per ottimizzare le terapie sarà estremamente importante. Anche le aziende di IA sembrano condividere questa tesi, cioè che questa fonte di dati si rivelerà preziosa”, spiega Woodington.
Il manager definisce l’intelligenza artificiale un “caso d’uso perfetto” per le BCI. Chi sviluppa questi dispositivi genera infatti enormi quantità di dati, troppo vaste perché un essere umano possa analizzarle da solo. I modelli di IA aiutano a leggere i segnali neurali grezzi e a collegarli ad azioni concrete come spostare il cursore di un computer o produrre una voce sintetizzata.
Coherence Neuro: la corsa dei big della tecnologia verso il cervello
A gennaio OpenAI aveva annunciato un investimento diretto in un’altra società attiva nel campo delle interfacce neurali, Merge Labs, cofondata dal suo amministratore delegato miliardario Sam Altman. Merge Labs è uscita allo scoperto con un finanziamento iniziale di 252 milioni di dollari, più o meno 220 milioni di euro, per sviluppare una tecnologia a ultrasuoni capace di decodificare le informazioni del cervello. All’epoca OpenAI aveva motivato la scelta spiegando che le BCI avrebbero creato “un modo naturale e centrato sull’essere umano perché chiunque possa interagire perfettamente con l’IA”. Il nome stesso richiama un’idea molto diffusa nella Silicon Valley, quella secondo cui prima o poi esseri umani e intelligenza artificiale finiranno per fondersi.
Anche la società di venture capital di Peter Thiel non è nuova a questo genere di scommesse. Ha già sostenuto Neuralink di Elon Musk e CTRL-labs, l’azienda che aveva creato un braccialetto in grado di tradurre i segnali neurali legati ai movimenti di braccia e mani, poi acquisita da Facebook nel 2019.
Coherence però segue una strada diversa. Invece di concentrarsi sul recupero delle funzioni nelle persone paralizzate, la startup con sede a San Francisco lavora a modelli di IA che decodificano i deboli segnali elettrici associati ai tumori cerebrali. L’azienda sostiene di sapere già come rilevarli negli animali per capire se il cancro sta crescendo, regredendo o ricomparendo. Ora il gruppo punta a trasferire questi risultati alla ricerca sull’uomo e, più avanti, alla sperimentazione clinica.
I primi test sui pazienti e il nodo dei dati
Durante l’estate Coherence Neuro ha verificato per un breve periodo la capacità di registrazione del suo dispositivo nel cervello di tre persone che stavano già affrontando un intervento chirurgico per la rimozione di un tumore al Royal Melbourne Hospital, in Australia. L’impianto è rimasto in sede per circa 30 minuti prima di essere rimosso, il tempo necessario per un primo controllo di sicurezza. Adesso l’azienda sta testando sia la registrazione sia la stimolazione su altri sette pazienti.
Il dispositivo è progettato anche per emettere una lieve stimolazione elettrica che dovrebbe bloccare la crescita dei tumori. L’obiettivo è che impari a riconoscere i segnali legati alla malattia e intervenga con una terapia in tempo reale. Con i nuovi fondi la startup intende avviare uno studio clinico per impiantarlo a lungo termine in pazienti affetti da glioblastoma, una forma aggressiva di cancro al cervello. Nei piani c’è anche lo sviluppo di impianti per trattare tumori in altre parti del corpo.
“L’approccio di Coherence nello sviluppare una terapia contro il cancro capace di migliorare grazie ai dati è incredibilmente innovativo. Siamo orgogliosi di sostenerli in questa entusiasmante missione”, ha dichiarato in una nota Ian Hathaway, partner dell’OpenAI Startup Fund.
Sul tema della privacy Woodington è netto e assicura che OpenAI non avrà accesso alle informazioni raccolte. “Non c’è nulla nei contratti o negli accordi che preveda la condivisione di dati cerebrali o di altri dati sanitari che stiamo generando”, precisa. Una posizione che sembra diversa dal rapporto tra OpenAI e Merge Labs, visto che nel comunicato di gennaio la società di Altman aveva annunciato che avrebbe collaborato con la startup su modelli scientifici di base e altri strumenti all’avanguardia per accelerarne i progressi.
Fonte: TecnoAndroid


