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Il tostapane è uno di quegli elettrodomestici che non si guardano mai davvero. Si abbassa la leva, si gira una manopola numerata da uno a sei e si spera che la fetta esca come la si voleva, accettando in partenza che una volta sarà troppo chiara e la volta dopo troppo scura. Il Tostapane intelligente Dreame ToastControl™ Nero parte proprio da questa abitudine e prova a smontarla: niente leva, un pannello touch da 5,3 pollici sulla parte frontale, un motore che abbassa e solleva il pane da solo e otto programmi dedicati a tipi di pane diversi.
Dreame è un marchio che conosciamo soprattutto per robot aspirapolvere, lavapavimenti e prodotti per la cura dei capelli, e negli ultimi mesi sta allargando la sua presenza in cucina. Il ToastControl è il suo primo tostapane, venduto a 89 euro, una cifra che lo colloca sopra i modelli da supermercato ma ben lontano dai tostapane smart che fino a poco tempo fa costavano tre o quattro volte tanto.
L’unità che ho provato è un campione inviato direttamente da Dreame, nella colorazione nera. L’ho tenuto in cucina per circa una settimana e l’ho usato molto spesso, tostando tutto quello che mi capitava sotto mano: pancarrè, pane casereccio, fette spesse, bagel, croissant, prodotti surgelati e pane senza glutine. Una settimana non basta per dire come si comporteranno motore e resistenze tra due anni, e questo è il limite principale della prova, ma è stata sufficiente per capire come lavora il prodotto nell’uso quotidiano.
Il pubblico di riferimento è abbastanza preciso: il ToastControl interessa a chi a colazione alterna pani diversi e vuole risultati ripetibili, a chi in famiglia ha esigenze differenti (penso a chi mangia senza glutine), a chi apprezza un oggetto curato da lasciare in vista sul piano di lavoro. Chi tosta due fette di pancarrè la domenica mattina e non chiede altro troverà un sovrappiù di funzioni che probabilmente non userà.
Anticipo il giudizio senza esaurirlo: la tostatura mi ha convinto, il sollevamento motorizzato è un vantaggio reale e il prezzo è difficile da contestare. Mi è mancata la connettività e il pannello di controllo chiede un po’ di studio prima di diventare naturale.
Unboxing e dotazione
La confezione contiene il tostapane con il vassoio raccoglibriciole già inserito nella base, la griglia scaldabrioche da appoggiare sopra le fessure e il manuale multilingua, italiano compreso. La pagina ufficiale italiana del prodotto elenca come contenuto proprio il tostapane e la griglia, quindi da questo punto di vista non manca nulla rispetto a quanto promesso.
C’è però un dettaglio da segnalare. Nel manuale compare una pinza per toast farciti, presentata come accessorio esclusivo per il mercato italiano, e la cosa ha senso: da noi il toast con prosciutto e formaggio scaldato nel tostapane con le pinze è quasi un’istituzione. Nella confezione del mio esemplare, però, questo accessorio non c’era. Non so dire se si tratti di un’assenza legata al campione stampa o se la dotazione commerciale sia cambiata nel frattempo; chi la considera indispensabile farà bene a verificare al momento dell’acquisto cosa include la scatola.

Il manuale merita una lettura vera, non la solita occhiata distratta. Spiega la logica dei comandi, che come vedremo non è immediata, e contiene un consiglio pratico per il primo utilizzo: avviare due cicli a vuoto con il programma per pane bianco al livello 3, così da eliminare polvere e residui di produzione dalle resistenze. È normale percepire un leggero odore in questa fase. Ci sono anche alcuni QR code che rimandano a ricette e tutorial sul sito del produttore.
Rispetto al prezzo la dotazione è adeguata: la griglia scaldabrioche non è scontata su tutti i tostapane di questa fascia e allarga parecchio il campo d’uso, mentre la pinza, se fosse stata presente, avrebbe reso il pacchetto ancora più completo per il pubblico italiano.
Design, materiali ed ergonomia
Il corpo è in metallo, acciaio inox secondo il produttore, e la finitura nera è molto bella, opaca e uniforme. Nella mia cucina si è inserito perfettamente e chi ha elettrodomestici scuri o finiture moderne non avrà problemi ad abbinarlo.
Il nero su metallo spesso trattiene le impronte in modo fastidioso, ma qui, in una settimana di uso frequente, le impronte non si sono notate per niente. È un dettaglio che conta più di quanto sembri su un oggetto che si tocca ogni mattina.
Le dimensioni dichiarate sono 294 x 184 x 202 millimetri, in linea con un classico tostapane a due fessure. Il peso dichiarato di 2,56 chilogrammi è invece superiore a quello di molti modelli della stessa fascia, effetto diretto della scocca in metallo.

L’elemento che cambia davvero l’ergonomia è l’assenza della leva. Tutto passa dal pannello touch sul lato frontale e il pane scende e risale grazie al motore interno. Il vantaggio pratico è che non c’è più il gesto di forzare la leva verso il basso finché non si aggancia, e soprattutto non c’è più quello scatto secco a fine ciclo che fa saltare le fette piccole.
Sotto la base c’è un alloggiamento per avvolgere il cavo in eccesso, utile per tenere il piano ordinato quando la presa è vicina. Il manuale chiede di lasciare almeno 10 centimetri di spazio intorno ai lati e almeno 30 centimetri sopra, quindi niente pensili troppo bassi direttamente sopra l’apparecchio: è una raccomandazione di sicurezza che vale per tutta la categoria, ma qui è scritta in modo esplicito e conviene rispettarla.
Il vassoio raccoglibriciole si sgancia con una pressione e scorre fuori senza resistenze. Sulla parte superiore una piccola indicazione grafica ricorda il verso corretto in cui inserire i bagel, con il lato tagliato rivolto verso l’esterno: un dettaglio minimo, ma che evita di dover riaprire il manuale ogni volta.
Specifiche tecniche
| Specifica | Valore |
|---|---|
| Prodotto | Tostapane intelligente Dreame ToastControl™ Nero |
| Modello | TA60 |
| Colorazioni disponibili | Nero, Argento, Oro |
| Tensione nominale | 220-240 V, 50-60 Hz |
| Potenza nominale | 1.100-1.300 W (1.200 W a 230 V) |
| Pannello di controllo | Touch IMD da 5,3 pollici con conto alla rovescia |
| Materiale del corpo | Metallo (acciaio inox) |
| Fessure | 2, larghezza 38 mm, con centratura automatica |
| Programmi | 8: pane bianco, integrale, senza glutine, dolce, bagel, waffle, muffin, croissant |
| Livelli di doratura | 6: molto chiaro, chiaro, dorato, medio, croccante, scuro |
| Funzioni aggiuntive | Scongelamento, riscaldamento, +15 s, Quick Check, fetta singola, memoria ultime impostazioni |
| Sollevamento | Motorizzato, senza leva |
| Spegnimento automatico | Dopo 3 minuti di inattività, consumo in modalità spenta 0,3 W |
| Dimensioni | 294 x 184 x 202 mm |
| Peso | 2,56 kg |
| Contenuto della confezione | Tostapane con vassoio raccoglibriciole, griglia scaldabrioche, manuale |
| Prezzo di listino | 89 euro |
Tecnologia di tostatura
Sotto la scocca il ToastControl non reinventa il principio del tostapane, che resta quello di sempre: resistenze elettriche ai lati delle fessure che irraggiano calore sulle due facce della fetta. Quello che cambia è il modo in cui il produttore ha disposto e controllato questi elementi e le conseguenze pratiche si vedono.
Dreame parla di riscaldamento flottante avvolgente, cioè una disposizione delle resistenze pensata per distribuire il calore in modo omogeneo su tutta la superficie della fetta, bordi compresi. Il difetto classico dei tostapane economici è il centro bruciacchiato con i bordi ancora chiari, o una faccia più scura dell’altra quando la fetta non sta dritta. A questo si somma la centratura automatica: le griglie interne la stringono e la mantengono al centro della fessura, alla stessa distanza dalle resistenze su entrambi i lati.
Il produttore non dichiara sensori che misurano la doratura del pane e su questo voglio essere preciso. I programmi lavorano su tempi e potenze predefiniti per ciascun tipo di pane e livello, con una correzione automatica di cui parlo tra poco. Nell’uso il risultato è stato così regolare da dare l’impressione che qualcosa controllasse la tostatura in tempo reale, ma si tratta di una mia sensazione, non di una funzione dichiarata.

La correzione automatica è la compensazione della temperatura e secondo me è una delle funzioni più sensate di tutto il progetto. Quando si avvia un nuovo ciclo entro tre minuti dal precedente, il tostapane è ancora caldo e, a parità di tempo, la seconda infornata uscirebbe più scura della prima. L’apparecchio accorcia da solo la durata del ciclo per compensare il calore residuo. Il manuale lo specifica nella sezione dedicata ai problemi, spiegando che è normale vedere tempi diversi tra un ciclo e l’altro.
Il sistema di sollevamento motorizzato è l’altra metà della tecnologia. Un piccolo motore di precisione abbassa il pane all’avvio e lo risolleva a fine ciclo con un movimento graduale, senza lo scatto delle molle. È lo stesso motore a rendere possibile il Quick Check: durante la tostatura si tocca l’icona dedicata e le fette risalgono per circa tre secondi, poi riscendono e il ciclo riprende da dove si era interrotto. Su un tostapane tradizionale controllare la doratura a metà ciclo significa sollevare la leva e, nella maggior parte dei casi, annullare il programma.
Completano il quadro la funzione memoria, che richiama automaticamente le ultime impostazioni usate, e la modalità fetta singola, che adatta la gestione del calore quando si tosta una sola fetta in una delle due fessure. Quest’ultima è disponibile per pane bianco, integrale, senza glutine e dolce.
Pannello touch e logica dei comandi
Il pannello frontale da 5,3 pollici è il biglietto da visita del prodotto ed è realizzato con tecnologia IMD, una lavorazione in cui la grafica viene integrata direttamente nella superficie durante lo stampaggio, e il risultato è una lastra continua senza tasti fisici né fessure dove si possano infilare briciole o sporco.
Sul piano dell’uso quotidiano il giudizio è positivo: il pannello è leggibile e reattivo anche con le dita unte o bagnate, che è la condizione normale di chi sta preparando la colazione mentre spalma burro o marmellata. Risponde ai tocchi senza esitazioni. Durante il ciclo l’area centrale mostra il livello selezionato e il conto alla rovescia del tempo residuo, quindi si sa sempre quanto manca.
Va però chiarita una cosa per non creare aspettative sbagliate. Nonostante la diagonale importante, non si tratta di uno schermo grafico come quello di uno smartphone: è un pannello con icone retroilluminate, che si accendono o lampeggiano in base alla funzione scelta, e un’area numerica per livello e tempo. Funziona bene, ma chi ha visto da vicino un tostapane con vero display LCD a colori noterà la differenza. Io avrei preferito proprio un LCD, sulla falsariga di quello che avevo trovato sul Tineco Toasty One, di cui parlo più avanti.

I menu in sé sono intuitivi: si sceglie il tipo di pane toccando l’icona corrispondente, si seleziona il livello di doratura e si preme avvio. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è la quantità di funzioni. Otto programmi, sei livelli, scongelamento, riscaldamento, +15 secondi, fetta singola, Quick Check: sono tante opzioni concentrate su una superficie relativamente piccola, e alcune regole non si intuiscono guardando le icone. I sei livelli di doratura, per esempio, sono raggruppati su tre icone (1-2, 3-4, 5-6) e si passa dall’uno all’altro toccando più volte la stessa icona. Quando lampeggia indica la funzione selezionata e toccandola di nuovo la si disattiva.
Il mio consiglio è di leggere con attenzione il manuale prima di iniziare, possibilmente con il tostapane davanti: dieci minuti spesi all’inizio evitano parecchi tentativi a vuoto nei giorni successivi. Dopo un paio di giorni la sequenza diventa automatica, ma il primo impatto non è da prodotto che si usa senza istruzioni.
Ci sono un paio di funzioni nascoste che il manuale spiega e che è utile conoscere. Tenendo premuta per tre secondi l’icona della fetta singola si attiva o disattiva il segnale acustico di fine ciclo, comodo se si fa colazione presto e non si vuole svegliare nessuno. Tenendo premuto il tasto di avvio per tre secondi si mette il tostapane in risparmio energetico, cosa che comunque avviene da sola dopo tre minuti di inattività.
Infine la nota più importante di questa sezione: il ToastControl non ha app né connettività. Niente Wi-Fi, niente Bluetooth, niente integrazione con assistenti vocali o sistemi di domotica. Su un prodotto venduto come tostapane intelligente avrei voluto almeno il Wi-Fi, e non per moda. Con un’app sarebbe stato possibile, per esempio, programmare la tostatura in modo da trovare il pane pronto e caldo al risveglio, oppure ricevere un aggiornamento del firmware. Va detto che il manuale stesso sconsiglia l’uso con timer esterni o sistemi di controllo remoto e raccomanda di non lasciare mai il tostapane acceso senza sorveglianza, quindi una funzione di programmazione richiederebbe accorgimenti di sicurezza specifici. Resta il fatto che l’aggettivo intelligente qui si riferisce ai programmi e al motore, non alla rete.
Prestazioni, tempi e consumi
La potenza nominale dichiarata va da 1.100 a 1.300 watt, con un valore di 1.200 watt alla tensione di 230 volt che è quella delle nostre prese domestiche. È un valore alto per un tostapane a due fessure e si traduce in tempi di tostatura contenuti: nella mia prova un ciclo completo ha richiesto in media qualche minuto, con le ovvie differenze tra un pancarrè al livello chiaro e un prodotto surgelato portato a doratura piena. Non ho cronometrato i singoli programmi, quindi non riporto tempi precisi.
Sui consumi non ho rilevato nulla che si discosti da quanto dichiarato dal produttore. Per un elettrodomestico che lavora pochi minuti al giorno, i dati più interessanti sono quelli a riposo: secondo il manuale il tostapane passa automaticamente alla modalità spenta dopo tre minuti di inattività, con un assorbimento di 0,3 watt. È un valore trascurabile per chi lascia la spina sempre inserita, anche se il manuale, come per ogni tostapane, raccomanda di scollegarlo quando non è in uso.
La rumorosità è assolutamente bassa e non mi ha mai dato fastidio, mentre il motore di sollevamento è silenzioso e allo stesso tempo veloce. L’unico suono evidente è il segnale acustico di fine ciclo, che come detto si può disattivare.
Non ho misurato la temperatura esterna della scocca. Il manuale ricorda che le superfici diventano calde durante e dopo il funzionamento, come su tutti i tostapane con corpo in metallo, e non ho avuto motivo di approfondire la questione con strumenti.
Test sul campo
Il banco di prova è stata la cucina di casa, per circa una settimana di utilizzo frequente. Non ho fatto confronti diretti affiancando altri tostapane: ho cercato piuttosto di mettere il ToastControl davanti a tutte le tipologie di pane previste dai programmi, sfruttando anche le funzioni accessorie.
Ho tostato pancarrè, pane casereccio, fette spesse, bagel, croissant, prodotti surgelati e pane senza glutine, alternando programmi e livelli.
Il risultato che mi ha colpito di più è la uniformità della doratura su entrambi i lati. Con il pancarrè era prevedibile, perché è un pane regolare e sottile che qualsiasi tostapane decente tratta bene. Con il pane casereccio, che ha spessori meno costanti, alveolatura irregolare e una crosta che si comporta in modo diverso dalla mollica, mi aspettavo qualche differenza tra le due facce o tra centro e bordi. Non è successo: le fette uscivano dorate in modo omogeneo su entrambi i lati.
Il secondo aspetto riguarda la corrispondenza tra livelli e risultato. I livelli di doratura corrispondono a quelli indicati dal produttore: il livello dorato produce la colorazione attesa, il croccante una fetta più scura e asciutta, e così via. Sembra banale, ma su molti tostapane la manopola numerata è un’indicazione approssimativa che va tarata a tentativi. Qui, una volta scelto il programma giusto per il tipo di pane, il livello selezionato si è tradotto in un risultato coerente con le aspettative.
Il Quick Check si è rivelato molto utile: le fette risalgono, si dà un’occhiata, riscendono e il ciclo non si interrompe. È lo strumento ideale con i pani che non si conoscono ancora, quando non si sa bene quale livello scegliere.
Ho usato anche la funzione +15 secondi, che serve esattamente a quello che promette: aggiungere un po’ di doratura a una fetta rimasta più chiara del previsto senza ripartire con un ciclo intero, che rischierebbe di bruciarla. Secondo il manuale si può aggiungere un massimo di 15 secondi per ciclo prima o durante la tostatura, oppure richiederli a ciclo appena concluso.
Anche la memoria si è rivelata comoda in un contesto domestico reale perché l’apparecchio ricorda le ultime impostazioni, quindi se a colazione si usa sempre lo stesso pane allo stesso livello basta inserire le fette e premere avvio. Quando invece si cambia tipo di pane, bisogna ricordarsi di modificare il programma prima di partire.
Durante tutto il periodo di prova non ho avuto errori, blocchi o comportamenti anomali. Il manuale prevede un unico codice di errore, E01, che segnala cibo incastrato nella fessura; non l’ho mai visto comparire.
C’è però un limite che ho riscontrato direttamente e che voglio raccontare con precisione, perché riguarda proprio il punto di forza delle fessure larghe. Con fette troppo spesse, che riempiono la fessura fino a premere contro le griglie interne, il pane entra a contatto diretto con le parti che scaldano. Il risultato è che queste griglie tendono a sporcarsi di pane bruciacchiato, con residui scuri che restano attaccati. Non è un difetto di funzionamento e il manuale stesso raccomanda di non inserire fette troppo spesse o lunghe, ma va saputo: la larghezza di 38 millimetri è generosa, non illimitata.
Pane casereccio e fette spesse: cosa cambia con le fessure da 38 mm
Le fessure larghe 38 millimetri sono uno degli argomenti di vendita del ToastControl e nell’uso hanno un senso concreto. Il pane casereccio tagliato a mano, che raramente esce con fette perfettamente regolari, entra senza doverlo schiacciare. La centratura automatica stringe la fetta e la tiene in posizione e questo è il motivo principale per cui anche le fette più irregolari si sono dorate in modo uniforme.
Il limite, come raccontavo, è quello dello spessore eccessivo. La regola pratica è semplice: se la fetta entra con un margine di spazio e le griglie la stringono senza deformarla, va bene. Se bisogna spingerla dentro, è troppo spessa e conviene tagliarla. Sulla lunghezza non ho fatto misurazioni; alcune prove pubblicate all’estero indicano una lunghezza utile delle fessure di circa 14 centimetri, il che significa che le fette di pagnotte molto grandi vanno dimezzate, come su quasi tutti i tostapane a due fessure corte.
Surgelati e pane senza glutine
Il pane surgelato è il banco di prova più severo per un tostapane, perché il ciclo deve prima scongelare la fetta e poi tostarla, senza bruciare l’esterno mentre l’interno è ancora freddo. La funzione scongelamento si combina con il programma e il livello scelti e gestisce le due fasi in un unico ciclo, logicamente più lungo di quello standard. Anche con i surgelati la doratura che ho ottenuto è stata uniforme su entrambi i lati.
Il programma per il pane senza glutine merita una menzione a parte. Questo tipo di pane ha una composizione diversa, spesso più umida e con una struttura che reagisce al calore in modo meno prevedibile rispetto al pane di frumento, e con i tostapane tradizionali capita facilmente di ottenere una superficie scura e un interno gommoso. Avere un programma dedicato toglie molti tentativi e anche in questo caso il risultato è stato uniforme come con gli altri pani. Per una famiglia in cui convivono esigenze alimentari diverse è una funzione utile davvero, non un’icona in più sul pannello.
Esiste anche una modalità di solo riscaldamento, pensata per ripassare il pane già tostato e raffreddato senza aggiungere doratura. Dura 30 secondi e può essere estesa con il +15 secondi fino a un minuto complessivo.
Bagel, croissant e griglia scaldabrioche
Il bagel ha un programma dedicato che tiene conto della sua struttura asimmetrica. Va tagliato a metà in orizzontale e inserito con il lato tagliato rivolto verso l’esterno, come ricorda l’indicazione sulla parte superiore del tostapane. Anche qui la tostatura è risultata uniforme, in linea con il resto della prova.
Per i croissant entra in gioco la griglia scaldabrioche, che si appoggia sopra le fessure e sfrutta il calore che sale dalle resistenze. Il programma croissant è pensato proprio per l’uso con questo accessorio e secondo la documentazione ufficiale in questo caso sono disponibili solo i primi due livelli di doratura: ha senso, perché l’obiettivo è scaldare un prodotto già cotto, non cuocerlo. Con i croissant che ho scaldato in questo modo non ho avuto nulla da segnalare.
Il produttore suggerisce la griglia anche per panini, ciabatte e baguette tagliata, cioè tutto quello che per forma non entra nelle fessure. È una soluzione semplice che allarga molto l’uso del tostapane oltre la classica fetta di pane in cassetta. La griglia, ovviamente, non sostituisce un forno per cuocere impasti crudi.
Quick Check e 15 secondi extra: perché il sollevamento motorizzato conta
Il sollevamento motorizzato potrebbe sembrare un vezzo estetico, una di quelle soluzioni che servono soprattutto a distinguersi sullo scaffale. Nell’uso si è rivelato invece un vantaggio concreto, perché è la base su cui poggiano le funzioni più utili del prodotto.
Il Quick Check esiste solo perché c’è un motore che può sollevare le fette e riabbassarle senza interrompere il ciclo. Il +15 secondi a fine programma funziona così bene perché l’apparecchio può far scendere di nuovo il pane da solo, senza dover rimettere mano a una leva. E la risalita graduale a fine ciclo, al posto dello scatto delle molle, evita che i pezzi piccoli saltino fuori o, al contrario, restino incastrati in fondo alla fessura.
Il motore è veloce e silenzioso e in una settimana non ha dato alcun problema. È la componente che più di tutte cambia l’esperienza rispetto a un tostapane tradizionale, ed è anche quella che mi rende più curioso di sapere come si comporterà dopo anni di utilizzo, una domanda a cui una prova di una settimana non può rispondere.
Pulizia e manutenzione
La pulizia ordinaria è semplice perché il vassoio raccoglibriciole si stacca in modo molto facile: si preme per sganciarlo, si sfila, si svuota e si reinserisce. Secondo il produttore si può sciacquare con acqua o pulire con un detergente delicato. Il manuale ricorda che il tostapane non va mai usato senza il vassoio inserito e che le briciole non vanno lasciate accumulare, perché rappresentano un potenziale rischio di incendio.
Il pannello frontale, essendo una superficie continua senza tasti, si pulisce con un panno umido in pochi secondi. Lo stesso vale per la scocca nera, che come detto non trattiene le impronte.

Le fessure sono la parte meno accessibile, come su qualsiasi tostapane. Qualche briciola resta incastrata nelle zone interne ed è normale: in tutti questi apparecchi ci sono punti che non si riescono a raggiungere. Il manuale suggerisce di scollegare l’apparecchio, lasciarlo raffreddare completamente, capovolgerlo e scuoterlo delicatamente, e vieta in modo esplicito l’uso di coltelli o utensili metallici nelle fessure. Per i residui bruciacchiati sulle griglie, quelli che si formano con le fette troppo spesse, vale la stessa regola: niente oggetti appuntiti, meglio prevenire scegliendo lo spessore giusto.
Il confronto con il Tineco Toasty One
Qualche anno fa ho provato il Tineco Toasty One, che fino a poco tempo fa era il riferimento tra i tostapane con touchscreen, e nella recensione del Tineco Toasty One lo avevo promosso con convinzione. È il confronto più naturale per il ToastControl, perché i due prodotti condividono l’idea di fondo: niente leva, sollevamento motorizzato, comandi touch.
Le differenze però sono sostanziali, a partire dal prezzo. Il Toasty One costava 339 euro al lancio, il ToastControl ne costa 89. Il Tineco aveva un vero display LCD da 4 pollici, un’interfaccia così intuitiva da poter essere usata senza leggere le istruzioni e la possibilità di regolare le due fessure in modo indipendente, oltre a sensori che secondo il produttore adattavano il calore allo stato del pane. Il Dreame ha un pannello più grande ma meno ricco dal punto di vista grafico, chiede uno studio iniziale del manuale e non permette livelli diversi per le due fessure, anche se offre la modalità fetta singola.
Sul risultato finale, cioè la fetta tostata, il ToastControl non mi ha fatto rimpiangere il Tineco: la doratura è uniforme e i livelli sono affidabili. E c’è un punto in cui i due prodotti si somigliano anche troppo: nella mia prova del Toasty One l’unica vera nota negativa era la mancanza della connettività Wi-Fi, che avrebbe permesso aggiornamenti e la programmazione della tostatura al risveglio. A distanza di anni, il Dreame ripete esattamente la stessa scelta.
Il bilancio è chiaro: chi vuole l’esperienza d’uso più raffinata e l’interfaccia più immediata aveva nel Toasty One un prodotto superiore, ma il ToastControl porta gran parte dei vantaggi concreti di quel tipo di tostapane a meno di un terzo del prezzo.
Prezzo e posizionamento
Il Tostapane intelligente Dreame ToastControl™ Nero ha un prezzo di listino di 89 euro, lo stesso delle colorazioni Argento e Oro. Al momento in cui scrivo il prezzo rilevato sullo store ufficiale italiano coincide con il listino, senza sconti attivi sul prodotto. Su Amazon Italia il modello non risulta in vendita: il canale di riferimento resta per ora la pagina ufficiale del Dreame ToastControl.
Per capire se 89 euro sono tanti o pochi bisogna guardare la categoria. Un tostapane base a due fessure con manopola e leva si trova tra i 20 e i 40 euro, e per tostare il pancarrè fa il suo lavoro. Salendo verso i 50-70 euro compaiono i modelli con comandi elettronici, qualche programma e un display a LED. Sopra i 100 euro ci sono i tostapane di design, dove spesso si paga soprattutto l’estetica, e più in alto ancora i modelli smart con display grafico, come il Toasty One che superava i 300 euro.

Credits: TecnoAndroid
Il ToastControl si colloca in un punto interessante di questa scala perché costa più dei tostapane elettronici di fascia media, ma offre cose che lì non si trovano: il sollevamento motorizzato con Quick Check, otto programmi dedicati, la compensazione della temperatura, la scocca in metallo e la griglia scaldabrioche in confezione. Per l’insieme delle funzioni il prezzo mi sembra più che corretto, anzi basso.
Le rinunce rispetto ai modelli più costosi esistono e vanno pesate: manca un display grafico vero, mancano la regolazione indipendente delle fessure e soprattutto la connettività. Chi cerca un tostapane da integrare nella domotica di casa non lo troverà qui, a nessun prezzo.
L’acquisto ha senso per chi fa colazione ogni giorno con pani diversi, per le famiglie con esigenze alimentari differenti, per chi apprezza la ripetibilità del risultato e un oggetto ben costruito da tenere in vista. Chi usa il tostapane due volte al mese per il pancarrè può spendere molto meno senza perdere nulla di importante. Chi ha già in casa altri elettrodomestici del marchio, come la lavapavimenti Dreame T16 Pro Heat che ho provato quest’estate, ritroverà qui la stessa attenzione alla qualità costruttiva, ma non l’ecosistema dell’app Dreamehome.
Conclusioni
Dopo una settimana passata a tostare praticamente qualsiasi cosa, il Tostapane intelligente Dreame ToastControl™ Nero mi ha convinto proprio nell’aspetto che conta di più: la fetta. Doratura uniforme su entrambi i lati, livelli che corrispondono a quello che promettono, programmi che trattano in modo diverso pane casereccio, surgelati e senza glutine con risultati coerenti. A questo si aggiunge un sollevamento motorizzato che sulla carta può sembrare un gadget e nell’uso si rivela un vantaggio reale.
Il punto di forza principale è proprio la combinazione tra motore e funzioni accessorie. Quick Check, +15 secondi e memoria trasformano la tostatura da tentativo a procedura ripetibile e lo fanno a 89 euro, una cifra che fino a poco tempo fa bastava appena per un buon tostapane tradizionale in metallo.
Il compromesso più importante è la mancanza di connettività, la stessa che avevo rimproverato al Tineco Toasty One qualche anno fa. Un’app per programmare la tostatura al risveglio avrebbe completato il quadro e un vero display LCD avrebbe reso l’interfaccia più immediata. Così com’è, il pannello funziona bene ma chiede una lettura attenta del manuale prima di diventare naturale.
Lo consiglio a chi fa colazione ogni mattina e alterna pani diversi, a chi in famiglia ha bisogno di un programma senza glutine affidabile, a chi vuole risultati costanti senza stare a guardare il tostapane. Chi cerca un dispositivo da collegare alla rete o da comandare con la voce deve guardare altrove, così come chi tosta solo pancarrè e non vuole pagare funzioni che non userà.
Lo scenario ideale è una cucina dove la colazione è un rito quotidiano e il pane cambia spesso. Lì il ToastControl fa esattamente quello che dovrebbe fare un tostapane e lo fa meglio della maggior parte di quelli che costano uguale: basta solo ricordarsi che 38 millimetri sono tanti, ma non sono un invito a infilarci mezza pagnotta.
Se vi interessano altri elettrodomestici da cucina passati sul nostro banco di prova, potete leggere la recensione della friggitrice ad aria COSORI Dual Blaze Twinfry Compact oppure la prova dell’estrattore di succo Hurom H310A. Per restare in casa Dreame, c’è anche la nostra recensione del multistyler Dreame AirStyle Pro.
La nostra valutazione
Pro
- Doratura uniforme su entrambi i lati con tutti i pani provati, dal pancarrè al casereccio irregolare fino ai surgelati
- Livelli di doratura affidabili e coerenti con le indicazioni del produttore, senza bisogno di tarature a tentativi
- Sollevamento motorizzato silenzioso e veloce, base di Quick Check e +15 secondi che nell’uso quotidiano fanno la differenza
- Pannello touch reattivo anche con dita unte o bagnate e scocca in metallo nero che non trattiene le impronte
- Dotazione di funzioni completa a 89 euro, con programmi dedicati per senza glutine, bagel e croissant
Contro
- Nessuna connettività: niente Wi-Fi né app per programmare la tostatura o aggiornare il firmware
- Il pannello da 5,3 pollici usa icone retroilluminate, non un vero display LCD grafico
- Logica dei comandi non immediata: con così tante funzioni serve leggere bene il manuale prima di iniziare
- Con fette troppo spesse il pane tocca le griglie che scaldano e lascia residui bruciacchiati
- La pinza per toast indicata nel manuale come esclusiva italiana non era presente nella confezione di prova
Fonte: TecnoAndroid


