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Deezer, arriva il filtro per nascondere la musica creata dall’AI

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Deezer si prepara a introdurre un nuovo interruttore che permetterà agli utenti di filtrare la musica generata dall’intelligenza artificiale caricata sulla piattaforma. L’annuncio è arrivato martedì e conferma una linea che il servizio di streaming porta avanti ormai da tempo con una certa coerenza. La novità dovrebbe essere disponibile entro la fine del 2026, quindi nel giro di poche settimane.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Una volta attivata l’opzione, brani, album e artisti collegati prodotti con l’AI spariranno dai risultati di ricerca. Chi preferisce ascoltare soltanto musica creata da persone in carne e ossa potrà quindi farlo senza doversi mettere a controllare ogni traccia. Non si tratta di un divieto generalizzato. È una scelta lasciata in mano a chi ascolta.

Il CEO di Deezer, Alexis Lanternier, ha spiegato in una dichiarazione che la richiesta è partita proprio dagli abbonati: “Abbiamo riscontrato una chiara domanda da parte degli utenti per poter filtrare la musica generata dall’AI e ora diamo a tutti la possibilità di rimuovere completamente questi contenuti dalla propria esperienza di streaming su Deezer, concentrandosi solo su creatori e creazioni umane, se lo desiderano”.

Una crescita impressionante dei brani artificiali

Secondo Lanternier, uno dei motivi che hanno spinto l’azienda a sviluppare questa funzione è la vera e propria esplosione della musica AI sulla piattaforma. I numeri, del resto, parlano abbastanza chiaro. Già lo scorso anno un sondaggio citato dalla società indicava che circa il 45% dei clienti desiderava un modo per eliminare questo tipo di contenuti dai propri feed. Quasi un iscritto su due, insomma.

Sempre nel 2025 Deezer aveva introdotto degli strumenti di rilevamento pensati proprio per individuare le tracce create dagli algoritmi. Da allora l’azienda pubblica con regolarità i dati sui caricamenti. All’epoca le canzoni artificiali rappresentavano il 10% degli upload quotidiani. Una quota già consistente ma ancora gestibile.

Poi la situazione è cambiata parecchio. A luglio la piattaforma ha comunicato che oltre il 50% dei brani caricati ogni giorno era stato generato dall’intelligenza artificiale, con una media di circa 90.000 tracce al giorno. In poco più di un anno la proporzione si è dunque moltiplicata per cinque, fino a superare quella delle produzioni umane in termini di nuovi caricamenti.

Come si muovono gli altri servizi di streaming

Deezer non è l’unica realtà ad aver preso posizione sul tema. Ogni servizio ha però scelto una strada diversa, e le differenze sono piuttosto marcate. Bandcamp, per esempio, ha vietato del tutto i brani realizzati con l’AI. Tidal ha invece optato per una soluzione economica, togliendo la possibilità di guadagnare a chi carica musica di questo tipo.

Più morbido l’approccio di Spotify, che si limita a segnalare in modo più evidente le tracce e gli artisti generati artificialmente all’interno della propria app, senza rimuoverli né penalizzarli. Una scelta che punta sulla trasparenza più che sulla restrizione.

Anche Apple Music sembra intenzionata a muoversi. Ad agosto erano emerse indiscrezioni secondo cui il servizio di Cupertino starebbe lavorando per etichettare i brani prodotti con l’intelligenza artificiale entro la fine dell’anno. Oltre ai sistemi di catalogazione messi a disposizione dalle singole piattaforme, molti ascoltatori stanno ricorrendo anche a strumenti di tracciamento indipendenti per riconoscere la musica creata dagli algoritmi.

Fonte: TecnoAndroid

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