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DJI Osmo 360 II vs Insta360 X6: quale videocamera 360 scegliere?

In questo articolo Indice dei contenuti 7 sezioni

Dopo aver utilizzato la DJI Osmo 360 II durante i miei viaggi a Palma e Berlino, una delle domande che mi sono fatto quasi subito è stata inevitabile: come si comporta rispetto alla Insta360 X6, una delle videocamere 360 più interessanti che abbia utilizzato negli ultimi anni?

La risposta, almeno per me, non è semplicemente “questa è migliore dell’altra”. Sono due prodotti molto vicini per filosofia, ma con alcune differenze che possono diventare determinanti in base al modo in cui si lavora. E per chi, come me, utilizza queste videocamere non soltanto per divertirsi ma anche per realizzare contenuti, documentari, reportage e video destinati a piattaforme diverse, la scelta diventa ancora più interessante.

La prima cosa da chiarire è che entrambe partono dalla stessa idea: registrare tutto e decidere successivamente cosa raccontare. È questo il vero vantaggio di una videocamera 360 rispetto a una action cam tradizionale. Durante la ripresa non sono costretto a scegliere definitivamente l’inquadratura. Posso camminare, muovermi, seguire un soggetto e decidere soltanto in post-produzione dove orientare l’immagine.

Specifiche tecniche a confronto

Dal punto di vista tecnico, entrambe utilizzano due sensori quadrati da 1/1,1 pollici, una soluzione particolarmente interessante per questo tipo di videocamera. La X6 utilizza ottiche con apertura f/2.0, mentre la DJI punta su ottiche f/1.9.

Il risultato è una generazione di videocamere 360 che si è ormai allontanata parecchio dai prodotti che ricordavamo qualche anno fa. Non sono più semplicemente videocamere curiose da utilizzare per qualche ripresa particolare. Possono diventare strumenti veri all’interno di un workflow video.

La Insta360 X6 registra video 360 fino a 8K a 50 fps, mentre DJI arriva fino a 8K a 60 fps secondo le specifiche della Osmo 360. La X6 può inoltre arrivare a 6K a 60 fps e 4K a 100 fps in modalità 360.

La differenza tra 50 e 60 fps non è enorme nell’utilizzo quotidiano, ma quando lavoro con il movimento può avere il suo peso. In particolare, se voglio rallentare una sequenza oppure avere un movimento più fluido, avere più frame a disposizione è sempre un vantaggio. La vera differenza è nel modo in cui le utilizzerei.

La X6 mi piace perché è estremamente coerente con la filosofia che Insta360 porta avanti da anni. È una videocamera costruita intorno al concetto di “riprendo tutto e decido dopo” e il software dell’azienda è parte integrante dell’esperienza.

DJI OSMO 360 II vs Insta360 X6
DJI OSMO 360 II vs Insta360 X6

La DJI, invece, mi dà una sensazione leggermente diversa. Dopo averla utilizzata realmente in viaggio, ho apprezzato soprattutto quanto sia diventata uno strumento completo per chi vuole unire la registrazione 360 alla produzione video più tradizionale.

Entrambe possono essere utilizzate anche come videocamere a singolo obiettivo. La X6 arriva in single-lens fino a 5K a 60 fps, oppure fino a 4K a 120 fps in alcune modalità. Può inoltre registrare in FreeFrame, con diversi rapporti d’aspetto, compresi 16:9 e 9:16.

Se sto realizzando un contenuto per Instagram, non voglio necessariamente pensare alla ripresa verticale nel momento in cui sto girando. Voglio avere la possibilità di decidere dopo. La X6 lo fa molto bene e rappresenta uno degli aspetti che continuo a considerare più interessanti dell’ecosistema Insta360.

Quando parliamo di videocamere 360, l’8K va interpretato in maniera diversa rispetto a una videocamera tradizionale. Non significa che otterremo automaticamente un’immagine 8K perfetta dopo aver effettuato il reframing. Stiamo partendo da un’immagine panoramica che deve essere successivamente ritagliata. Più risoluzione abbiamo a disposizione, però, maggiore sarà il margine per ottenere un’inquadratura finale convincente.

La X6 offre una modalità 8K fino a 50 fps e una modalità PureVideo fino a 8K/30 fps pensata per situazioni in cui la priorità è la qualità dell’immagine.

DJI OSMO 360 II vs Insta360 X6
DJI OSMO 360 II vs Insta360 X6

In low-light?

È una distinzione che apprezzo particolarmente perché non tutte le riprese hanno bisogno dello stesso trattamento. Durante il giorno posso privilegiare risoluzione e frame rate. Quando la luce scende, invece, preferisco avere una modalità più orientata alla qualità dell’immagine. Anche DJI segue una filosofia simile, con modalità dedicate alle situazioni con poca luce.

Durante i miei utilizzi a Berlino ho avuto modo di lavorare anche in condizioni di luce meno favorevoli. Ed è proprio in queste situazioni che una videocamera 360 mette maggiormente alla prova il proprio sensore.

La X6 dispone della modalità PureVideo, che arriva a 8K/30 fps, mentre DJI punta sulla propria elaborazione dedicata alle riprese notturne. Non considero comunque nessuna delle due un sostituto di una videocamera professionale dotata di ottiche intercambiabili quando la luce diventa davvero difficile. Il vantaggio è un altro: posso portarmi dietro un dispositivo estremamente compatto e continuare a ottenere materiale utilizzabile anche quando il sole è ormai tramontato.

Batteria e autonomia

Sul fronte dell’autonomia la X6 è particolarmente interessante. Con la batteria standard, Insta360 dichiara circa 140 minuti di registrazione a 8K/30 fps in condizioni di laboratorio, mentre a 8K/50 fps si scende a circa 79 minuti. In modalità Endurance a 6K/24 fps si arriva invece a circa 200 minuti.

La batteria è da 2.600 mAh e supporta la ricarica rapida a 30 W, con circa 24 minuti necessari per arrivare all’80% secondo i dati ufficiali. È uno degli aspetti che rendono X6 molto interessante per chi viaggia.

La DJI, dal canto suo, offre fino a circa 100 minuti in 8K/30 fps e può arrivare a circa 120 minuti utilizzando la modalità Endurance.

Nella pratica, comunque, l’autonomia reale dipende moltissimo da risoluzione, frame rate, temperatura, stabilizzazione e modalità utilizzata.

Software

Se devo indicare un settore in cui considero Insta360 particolarmente forte, è il software. L’applicazione è costruita attorno alla possibilità di trasformare rapidamente una ripresa 360 in un contenuto tradizionale. La InstaFrame 2.0 permette inoltre di ottenere contemporaneamente il materiale 360 e una versione piatta già pronta per essere utilizzata.

C’è poi l’AI Director, che può analizzare le riprese compatibili e creare automaticamente un montaggio dei momenti considerati più interessanti. Per chi produce tanti contenuti brevi è un vantaggio concreto.

DJI ha però un ecosistema software altrettanto importante e, soprattutto per chi lavora già con prodotti dell’azienda, l’integrazione nel proprio workflow può essere molto interessante.

Robustezza e utilizzo in viaggio

La X6 pesa 196 grammi, ha uno schermo OLED da 2,32 pollici, una porta USB-C 3.1, Wi-Fi 6 e una struttura impermeabile fino a 20 metri. Sono caratteristiche che la rendono una compagna di viaggio molto convincente.

Ed è proprio in viaggio che secondo me queste videocamere hanno più senso. A Palma posso camminare lungo una strada senza preoccuparmi troppo dell’inquadratura. A Berlino posso registrare una situazione sapendo che potrò decidere dopo se utilizzarla in orizzontale, verticale oppure direttamente come video 360. Per un filmmaker che lavora spesso con troupe piccole, questo approccio ha un valore enorme.

Quale sceglierei?

Dopo averle confrontate, non credo che abbia senso decretare una vincitrice assoluta. La Insta360 X6 è probabilmente quella che sceglierei se il mio obiettivo principale fosse lavorare con il massimo della flessibilità possibile sul reframing, sfruttando soprattutto l’ecosistema software Insta360 e tutte le funzioni dedicate alla trasformazione delle riprese 360 in contenuti tradizionali.

La DJI Osmo 360 II, invece, mi convince particolarmente come strumento complementare all’interno di un workflow video più ampio. Dopo averla portata con me a Palma e Berlino, ho apprezzato soprattutto la sensazione di avere una videocamera che posso utilizzare per una grande varietà di situazioni senza dover pensare continuamente a quale modalità scegliere.

Per me, però, la vera questione non è quale delle due abbia più funzioni, ma è capire come lavoriamo noi. Se produciamo principalmente contenuti social, viaggiamo molto e vogliamo trasformare rapidamente una ripresa in diversi formati, X6 rimane una scelta estremamente forte. Se invece cerchiamo una videocamera 360 da inserire in un workflow più ampio, la DJI può avere un senso altrettanto concreto.

Prezzo

La DJI Osmo 360 II viene proposta in Italia a un prezzo di 589 euro per la versione base, mentre la Insta360 X6 ha un prezzo di listino di 599 euro. Se si vuole entrare nell’ecosistema Insta360, la X6 rimane una soluzione molto interessante per rapporto tra prezzo e versatilità. I prezzi sono simili, ma con le dotazioni si sale in entrambi i casi.

A parità di dotazione, dunque, Insta360 X6 è la scelta più conveniente sul prezzo, mentre DJI Osmo 360 II richiede un esborso maggiore alla lunga ma si rivolge a chi vuole investire nel sistema DJI.

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