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Yangtze, lo stop alla pesca fa rinascere il fiume in pochi anni

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Il divieto di pesca introdotto dalla Cina lungo tutto il corso del fiume Yangtze sta già mostrando i suoi effetti. Sono passati soltanto pochi anni da quando le autorità hanno deciso di fermare le attività di pesca sull’intero fiume, eppure la ripresa dell’ambiente acquatico viene definita notevole. Considerando i tempi con cui di solito la natura reagisce agli interventi umani, un segnale simile arriva piuttosto in fretta.

Lo stop alla pesca sul fiume Yangtze

La scelta di Pechino ha riguardato il fiume nella sua interezza, non qualche tratto isolato o una manciata di aree protette. Lo Yangtze è stato quindi sottratto alla pressione della pesca lungo tutto il suo percorso, e proprio questa estensione rende il provvedimento particolarmente significativo. Un blocco totale di questo tipo ha permesso all’ecosistema di riprendere fiato in modo uniforme, senza zone franche in cui le attività potessero proseguire come prima.

Il dato che colpisce è soprattutto la rapidità. Bastano appunto pochi anni per parlare già di un recupero degno di nota, e non di semplici segnali timidi o difficili da interpretare. Il corso d’acqua cinese sembra dunque rispondere bene alla tregua imposta dal governo.

Anche il succhiatore cinese se la cava bene

Tra le specie che stanno beneficiando della misura compare anche il succhiatore cinese, un pesce che vive nelle acque del fiume. Persino questo abitante dello Yangtze se la passa piuttosto bene, ed è un dettaglio che dice molto sulla portata della rinascita in corso. Quando anche specie di questo genere mostrano di stare bene, il quadro complessivo della biodiversità fluviale appare decisamente incoraggiante.

Il caso del grande fiume cinese diventa così un esempio concreto di cosa possa accadere quando la pesca viene sospesa su larga scala. A pochi anni dallo stop la ripresa dello Yangtze è considerata notevole e il succhiatore cinese è tra i pesci che stanno meglio.

Fonte: TecnoAndroid

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