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XPOLAR C1, il cuscino che raffredda la sedia: boom su Kickstarter

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Un cuscino smart che raffredda la sedia in ufficio sembrava un’idea di nicchia, invece XPOLAR C1 ha trasformato una campagna di crowdfunding modesta in un piccolo caso: l’obiettivo iniziale era raccogliere poco più di 4.300 euro, cifra sufficiente ad avviare la produzione, e ad oggi il contatore ha superato i 163.000 euro. Con quasi un mese ancora davanti prima della chiusura, i numeri parlano da soli. Dietro al progetto c’è una realtà di Hong Kong, la pagina su Kickstarter è comparsa a fine luglio e da lì la raccolta non si è più fermata.

L’idea di partenza è semplice quanto banale nella sua utilità: chi passa otto o dieci ore seduto conosce bene il problema del calore che si accumula sotto le gambe, con la sedia che diventa una piccola serra personale nei mesi caldi. Il rovescio della medaglia arriva d’inverno, quando la seduta è fredda e sedersi diventa un piccolo supplizio. XPOLAR C1 prova a risolvere entrambe le situazioni con un unico oggetto.

Come funziona il raffreddamento di XPOLAR C1

La superficie su cui ci si siede può scendere fino a 18 °C oppure salire fino a 45 °C, a seconda della stagione e delle preferenze. Il sistema si appoggia a una tecnologia di raffreddamento a semiconduttore abbinata a un circuito a liquido, pensata per dissipare il calore prodotto dal corpo invece di limitarsi a spostare aria. La differenza rispetto a soluzioni più rudimentali sta anche nella gestione: il cuscino non punta a una temperatura fissa da mantenere a oltranza, ma adatta il proprio funzionamento in tempo reale grazie alle informazioni raccolte dai sensori integrati. Altro dettaglio interessante, l’accensione e lo spegnimento non richiedono pulsanti. Basta il peso di chi si siede per far partire il tutto, e quando la sedia resta vuota il cuscino smette di lavorare. Una scelta che riduce gli sprechi e rende l’oggetto praticamente invisibile nella routine quotidiana.

Postura, app e alimentazione via USB C

Il raffrescamento non è l’unica funzione a bordo. XPOLAR C1 integra anche un sistema per il monitoraggio della postura, con report che restituiscono un quadro di come vengono trascorse le ore alla scrivania. Tutto passa attraverso un’applicazione mobile, da cui è possibile controllare le impostazioni e consultare i dati raccolti.

Sul fronte energia la scelta progettuale è netta: nessuna batteria interna. L’alimentazione arriva da una porta USB C da 30 W, quindi serve un adattatore collegato alla presa oppure un powerbank per gli spostamenti. Una soluzione che alleggerisce il prodotto ed evita il classico problema delle celle che si degradano nel tempo, al prezzo di dover avere sempre una fonte di corrente a portata di mano. Per un uso da ufficio o da postazione fissa il compromesso ha senso, mentre chi immaginava di portarlo in giro senza cavi dovrà mettere in conto un accessorio in più nella borsa.

Il posizionamento resta quello di un accessorio da scrivania, ma l’azienda insiste sul fatto che gli scenari d’uso possano andare oltre: dall’auto alle sedute di casa, ovunque il contatto prolungato con una superficie diventi fastidioso. La formula del crowdfunding lascia comunque aperte le incognite tipiche di questa modalità, dalla tenuta dei tempi di consegna alla resa reale del sistema di raffreddamento nell’uso quotidiano.

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