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Xodus, il progetto open source per il Game Pass su Linux

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Chi gioca su Linux conosce bene la frustrazione: Game Pass resta uno di quei servizi che, di fatto, sul pinguino non esiste. Adesso però qualcosa si muove, perché un gruppo di sviluppatori ha avviato Xodus, un progetto open source che punta a far girare i giochi Xbox per PC, inclusi quelli dell’abbonamento, anche fuori dall’ecosistema Windows. Detto in modo semplice: l’obiettivo è aprire una porta che finora è rimasta chiusa a chiave. La premessa doverosa è che si tratta di un lavoro appena partito. Nessuna promessa di compatibilità totale, nessuna scorciatoia magica, nessun pacchetto pronto da installare con un clic. Chi si aspetta di accendere il computer domani mattina e trovare la libreria completa già funzionante rimarrà deluso, perché il progetto è ancora nella sua fase iniziale e la strada da percorrere resta lunga.

Cosa vuole fare Xodus e perché interessa a chi usa Linux

L’idea alla base di Xodus è portare i giochi Xbox PC su Linux e macOS, due sistemi che da sempre convivono male con l’ecosistema Microsoft quando si parla di videogiochi acquistati o noleggiati tramite l’app dedicata. Il tema non è banale. Su Windows tutto funziona in maniera naturale, mentre altrove il muro è alto e non basta la buona volontà di un utente smanettone per superarlo.

Il fatto che si tratti di un progetto open source non è un dettaglio da poco. Significa che il codice è visibile, modificabile e migliorabile da chiunque abbia le competenze per metterci mano, con tutti i vantaggi del caso: più occhi sul lavoro, più contributi, più possibilità che qualcuno risolva un problema che agli altri sfuggiva. È lo stesso spirito che negli anni ha permesso alla community Linux di colmare parecchi vuoti lasciati scoperti dai grandi produttori di software. C’è anche una questione di principio che tocca da vicino chi ha scelto un sistema operativo alternativo. Pagare un abbonamento e non poterlo usare sulla propria macchina è una limitazione che pesa, soprattutto per chi ha investito tempo nel costruirsi una postazione su misura. Un progetto come questo, se dovesse maturare, cambierebbe le carte in tavola per una fetta di pubblico che oggi si sente semplicemente tagliata fuori.

Un cantiere aperto, senza date e senza garanzie

Va ripetuto, perché è il punto più importante di tutta la vicenda: Xodus è agli inizi. Non ci sono tempistiche annunciate, non c’è un elenco di titoli garantiti, non c’è nulla che assomigli a una versione stabile pronta per l’uso quotidiano. Nella storia del software libero moltissimi progetti nascono con ambizioni enormi e poi si fermano dopo qualche mese, altri invece crescono lentamente fino a diventare strumenti che milioni di persone usano senza nemmeno sapere da dove sono venuti.

Quale delle due strade prenderà questo tentativo è impossibile dirlo adesso. Quello che si può dire, invece, è che l’interesse attorno all’argomento è reale e che l’idea di far convivere PC Game Pass con sistemi diversi da Windows tocca un nervo scoperto per parecchi giocatori. Per ora il progetto vive nella fase in cui contano soprattutto le fondamenta tecniche e il numero di sviluppatori disposti a dedicarci tempo. La community open source ha già dimostrato in passato di saper aggirare ostacoli che sembravano insormontabili, e il gaming su Linux negli ultimi anni ha fatto passi che pochi avrebbero previsto. Xodus si inserisce esattamente in quel solco, con l’ambizione di aggiungere un altro tassello a un puzzle che, pezzo dopo pezzo, sta prendendo forma.

Fonte: TecnoAndroid

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