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Xiaomi YU7: boom di ordini per il 2026

Il SUV elettrico Xiaomi YU7 ha avuto un impatto straordinario. Segnando un record senza precedenti per la divisione auto dell’azienda. Nel dettaglio, si parla di 200.000 prenotazioni raccolte quasi istantaneamente. Seguite da un totale di 289.000 ordini in meno di ventiquattro ore. Xiaomi, con tale nuovo modello, ha evidentemente colto nel segno. Consolidando la sua presenza nel mercato delle auto elettriche dopo il primo esperimento con la SU7. Il meccanismo di prenotazione si articola in due possibilità distinte. Da un lato c’è l’opzione più accessibile, che prevede un deposito di 5.000 yuan, rimborsabile entro una settimana. Oltre tale termine, l’importo versato viene congelato e l’ordine risulta confermato e non annullabile. L’altra formula è pensata per chi desidera ricevere l’auto con priorità. In tal caso si anticipano 20.000 yuan, ma l’acconto è immediatamente vincolante. Entrambe le opzioni hanno contribuito a far schizzare la domanda a livelli che mettono ora Xiaomi di fronte a una sfida produttiva senza precedenti.

Xiaomi registra vendite da record: ecco i dettagli

Al momento, la capacità attuale dell’azienda non è sufficiente a rispondere all’enorme volume di ordini ricevuti. Lo stabilimento F1 di Pechino, operativo da marzo 2024, può produrre fino a 150.000 vetture all’anno. È stato lì che sono state assemblate le prime 500 unità del YU7 destinate alle concessionarie, assieme alle 653 usate nei test. Xiaomi ha già avviato la costruzione di una seconda struttura, denominata F2. Quest’ultima dovrebbe essere completata entro giugno 2025 e contribuire con altre 150.000 auto annue. Eppure, anche tale ampliamento potrebbe non bastare. I numeri attuali lasciano intendere che le consegne potrebbero protrarsi fino al 2027.

La situazione è resa ancora più complessa dalla coesistenza del SUV YU7 con la SU7, l’altro modello della casa. I rallentamenti legati al SUV stanno avendo effetti negativi anche sulla produzione della berlina. Quest’ultima ha visto crescere i tempi d’attesa fino a quasi un anno per alcune versioni. Il bilanciamento delle risorse tra i due veicoli risulta complesso. Come anticipato Xiaomi sta cercando di tamponare con un nuovo impianto, ma fino all’entrata in funzione della struttura, l’azienda dovrà fronteggiare un carico produttivo enorme.

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