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Mezzo milione di Xiaomi SU7 vendute in ventotto mesi è il numero che a Pechino ha zittito parecchi scettici, quelli che nel marzo del 2024, alla presentazione della prima auto del colosso degli smartphone, avevano liquidato tutto come un capriccio tecnologico destinato a schiantarsi contro la durezza dell’industria pesante. La berlina ammiraglia ha superato la soglia delle 500.000 unità consegnate al pubblico, un traguardo che marchi automobilistici con un secolo di storia alle spalle raggiungono con enorme fatica. E dietro il fenomeno commerciale c’è una struttura industriale costruita con precisione quasi ossessiva.
L’estetica, va detto, non nasconde le sue fonti di ispirazione. SU7 mescola le proporzioni muscolose di una Porsche Taycan con i tagli affilati tipici di una McLaren, e la somiglianza è talmente evidente da essere diventata parte del racconto. La differenza vera, però, si vede al momento della firma: la berlina cinese costa circa un quarto rispetto all’elettrica di Stoccarda.
Un modello industriale costruito al contrario
La ricetta pensata dal fondatore Lei Jun è semplice e piuttosto spietata. Xiaomi disegna il veicolo e sviluppa l’intero ecosistema software, che resta il vero centro di gravità del progetto, mentre la costruzione fisica viene affidata all’esperienza di BAIC. I pacchi batteria arrivano da CATL e BYD, a seconda dell’allestimento scelto. Nessun tentativo di reinventare la ruota, insomma, solo la scelta di concentrarsi su ciò che l’azienda sa fare meglio.
Il listino racconta il resto. In Cina la versione d’ingresso parte da 215.900 yuan, circa 27.650 euro, e già a quella cifra porta a casa sistemi di guida autonoma con LiDAR di serie e 720 km dichiarati nel ciclo CLTC. Il confronto con la concorrenza occidentale sul mercato cinese è impietoso: una Mercedes CLA a passo lungo parte da 229.000 yuan, ossia 29.330 euro, e si ferma a 600 km. Anche Tesla Model 3 e la nuova Audi E5 Sportback, sviluppata con SAIC, costano di più e coprono meno strada. La SU7 top di gamma supera i 900 km, mentre CLA, Model 3 ed E5 si fermano rispettivamente a 866, 830 e 773 km. L’unica minaccia concreta all’orizzonte sembra la futura BMW i3 a passo lungo, che promette di superare la barriera dei 1.000 km.
La curva delle vendite e l’obiettivo mancato
Il grafico delle consegne è un ritratto perfetto della frenesia del mercato cinese. Partenza in sordina nell’aprile del 2024 con 6.000 unità, poi l’esplosione tra la fine di quell’anno e la primavera del 2025, spinta anche dalla versione ad alte prestazioni SU7 Ultra, fino a toccare punte di 30.000 immatricolazioni mensili. Dopo un anno e mezzo l’entusiasmo ha cominciato a raffreddarsi, cosa piuttosto normale da quelle parti. Nel marzo del 2026 è arrivato un aggiornamento profondo della vettura, con più potenza, più autonomia e dotazioni di serie arricchite, che da aprile ha riportato le vendite stabilmente sopra le 20.000 unità al mese.
Nel frattempo la gamma si è allargata. Il SUV YU7 ha già superato la sorella berlina nel corso del 2026, con 114.782 unità contro 101.540 nei primi sette mesi, e ha sfondato quota 250.000 consegne complessive dal debutto. Alla fine del mese scorso è arrivata anche la famiglia Sky Nomad, con i modelli N70 a cinque posti e N90 Max a sette posti, vetture EREV dotate di un piccolo motore termico che ricarica la batteria, pensate per attaccare Tesla Model Y e i SUV di Li Auto.
C’è però un dettaglio che stona nel quadro. I vertici avevano fissato per il 2026 un obiettivo enorme, 550.000 auto vendute in dodici mesi. Da gennaio a luglio ne sono state consegnate 216.322, con una crescita del 14,83% su base annua in un mercato che nello stesso periodo ha perso 1,2 milioni di immatricolazioni. Numeri buoni, ma l’aritmetica non perdona: servirebbe una media di 67.000 vetture al mese fino a dicembre, più del doppio del ritmo attuale. Poco importa, probabilmente, considerando la penetrazione di mercato raggiunta e il capitolo successivo già in preparazione. Le prime unità di prova sono state avvistate sulle strade spagnole e lo sbarco ufficiale in Europa è atteso per il 2027.










