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Mico, Microsoft retrocede la mascotte di Copilot a tutor

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Il destino di Mico, il personaggio animato che Microsoft aveva creato per dare un volto a Copilot, è già cambiato a meno di un anno dal debutto: l’azienda lo ha rimosso dalla modalità vocale dell’assistente e lo ha spostato su un compito molto più ristretto, quello di tutor virtuale per le attività educative di Learn Live. Una retrocessione, in sostanza, per una mascotte che nelle intenzioni doveva accompagnare milioni di utenti nelle conversazioni quotidiane con l’intelligenza artificiale di Redmond.

Il progetto era stato presentato con toni piuttosto ambiziosi. Mustafa Suleyman, CEO di Microsoft AI, aveva spiegato che un volto riconoscibile avrebbe reso l’assistente immediatamente identificabile, distinguendolo dalla quantità sempre più imponente di chatbot in circolazione. L’idea, sulla carta, aveva una sua logica: dare una personalità visiva a un servizio che altrimenti resta una casella di testo o una voce senza corpo. Il pubblico, però, ha reagito in modo diverso da quanto si aspettavano a Redmond.

Perché Mico non ha convinto gli utenti di Copilot

Le critiche sono arrivate in fretta e da più direzioni. Il primo problema, forse il più pesante, non riguardava nemmeno il personaggio in sé ma il contesto in cui era nato. Copilot ha accumulato un livello di impopolarità notevole, soprattutto per il modo in cui Microsoft lo ha spinto dentro praticamente ogni angolo dei suoi software consumer più importanti, da Windows 11 alla suite Office e 365. Un inserimento aggressivo, arrivato in una fase in cui l’assistente era ancora immaturo e non brillava per affidabilità.

Aggiungere una faccina animata a un servizio che molti percepivano come invadente ha finito per amplificare il fastidio invece di attenuarlo. Ed è qui che entra in gioco la memoria storica di chi usa i prodotti Microsoft da tempo, perché il precedente più citato è sempre lo stesso.

L’ombra lunga di Clippy e il fantasma di Cortana

Clippy, la graffetta animata che compariva nei documenti per offrire suggerimenti non richiesti, oggi viene ricordata con una certa tenerezza nostalgica. All’epoca, quando la sua comparsa era inevitabile e non c’era modo semplice di liberarsene, l’astio collettivo che aveva generato è difficile da descrivere a chi non l’ha vissuto. Il paragone con Mico è scattato quasi in automatico, e non era esattamente un complimento.

C’è poi il capitolo Cortana, il tentativo successivo di costruire un assistente con una personalità propria. Microsoft aveva puntato sulla notorietà della saga videoludica Halo per creare la sua risposta a Siri e a Google Assistant, portandola su Windows Phone e Windows Mobile. Anche quel progetto, nonostante il richiamo forte per i giocatori, non è mai riuscito ad attecchire davvero.

Il nuovo ruolo assegnato a Mico dentro Learn Live lo confina quindi a un ambito circoscritto, quello dell’apprendimento assistito, dove un personaggio animato che spiega e accompagna ha probabilmente più senso rispetto a una chat generalista usata per lavoro o per ricerche veloci. Resta il fatto che la mascotte pensata per rendere l’assistente più umano e riconoscibile ha avuto una vita brevissima nella posizione per cui era stata concepita.

Per Microsoft è il terzo tentativo, contando Clippy e Cortana, di dare una forma riconoscibile a un aiutante digitale integrato nei propri prodotti. E anche questa volta il percorso si è interrotto molto prima di quanto immaginato al momento dell’annuncio, con la modalità vocale di Copilot che torna a funzionare senza alcun volto ad accompagnarla.

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