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Xiaomi Mijia, il climatizzatore a colonna raffredda fino a 80 m²

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Il nuovo climatizzatore a colonna Xiaomi entra nella gamma Mijia con un obiettivo dichiarato piuttosto ambizioso, ovvero raffreddare ambienti che vanno dai 50 agli 80 metri quadrati. Un dato che, messo così, dice poco. Diventa più chiaro con un confronto veloce, perché un modello da 12mila BTU, quello che finisce nella maggior parte dei salotti italiani, copre in genere tra i 35 e i 40 metri quadrati. Qui si parla del doppio dello spazio.

Il cuore della macchina è un compressore da 38,6 cc, accompagnato da condensatore ed evaporatore a doppia fila. La capacità massima dichiarata da Xiaomi arriva a 13,2 kW in raffrescamento e sale a 17,25 kW quando l’apparecchio lavora in riscaldamento. Numeri che spiegano bene la destinazione d’uso, cioè open space, locali commerciali, ambienti unici dove un normale split a parete arriva col fiatone.

Raffreddamento in 30 secondi e nessuna resistenza elettrica

Xiaomi Mijia, il climatizzatore a colonna raffredda fino a 80 m²

Tra le voci più interessanti della scheda ci sono i tempi di reazione. Il raffreddamento rapido viene indicato in circa 30 secondi, mentre il riscaldamento rapido si completa in 60 secondi. Tempi da vetrina, certo, ma raccontano una logica precisa, quella di un apparecchio pensato per stanze grandi che devono cambiare temperatura in fretta e non gradualmente.

C’è poi una scelta tecnica che merita attenzione, perché va contro una consuetudine diffusa. Manca del tutto la resistenza elettrica ausiliaria, quel componente che molti condizionatori usano per dare una spinta al riscaldamento e che, nella pratica, fa lievitare i consumi in bolletta. Il climatizzatore a colonna si affida interamente alla pompa di calore, mantenendo così l’efficienza su livelli più alti. Una decisione coerente con l’intervallo operativo dichiarato, che va dai meno 35 gradi ai 65 gradi di temperatura esterna, un campo d’azione che copre praticamente qualsiasi condizione climatica in cui possa ritrovarsi un impianto domestico.

Flusso d’aria fino a 17 metri e quattro direzioni regolabili

La parte legata alla distribuzione dell’aria è dove il progetto Mijia mostra il lavoro più curato. La ventola interna misura 120 mm e riesce a muovere fino a 1.850 metri cubi d’aria all’ora, un valore che serve proprio a coprire quelle metrature dichiarate. Il getto si apre su un angolo di 115 gradi e può arrivare fino a 17 metri di distanza, quindi da un’estremità all’altra di un ambiente molto lungo senza zone morte.

L’orientamento del flusso può essere gestito in quattro direzioni diverse. E qui entra in gioco un dettaglio che chiunque abbia convissuto con un condizionatore conosce bene, cioè il fastidio dell’aria fredda puntata addosso. Il flusso d’aria può essere indirizzato lungo il soffitto oppure lungo il pavimento, così la temperatura si distribuisce nell’ambiente senza colpire direttamente le persone. Una soluzione semplice sulla carta, meno banale da realizzare quando si devono spostare quasi 1.900 metri cubi d’aria ogni ora.

Il posizionamento a colonna, del resto, risponde alla stessa esigenza. Un apparecchio a pavimento sposta volumi d’aria maggiori rispetto a uno split appeso in alto, ed è la ragione per cui questa tipologia viene scelta soprattutto dove gli spazi si allargano. La combinazione tra il compressore da 38,6 cc, gli scambiatori a doppia fila e la ventola da 120 mm punta esattamente in quella direzione, con l’assenza della resistenza elettrica come elemento che distingue il modello dalla concorrenza più tradizionale.

Al momento non sono state comunicate informazioni sulla disponibilità del climatizzatore al di fuori del mercato di origine, dove la gamma Mijia raccoglie ormai una fetta consistente dei prodotti per la casa dell’azienda.

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