Il prezzo di Xbox Series X e Xbox Series S sale di nuovo, e stavolta è il terzo ritocco in quindici mesi. Dopo due aumenti già piazzati nell’arco di un anno, Microsoft completa quella che ormai sembra una tripletta poco invidiabile. A partire dal primo agosto del 2026, comprare una di queste console costerà tra i 100 e i EUR 132 in più, a seconda del modello. E già che ci sono, la variante da 2TB viene mandata in pensione.
Xbox Series X e S: quanto costeranno davvero le console
Mettiamo subito i numeri sul tavolo, così è tutto più chiaro. Xbox Series X da 1TB con lettore disco passa a EUR 705, ovvero circa 740 euro, con un rincaro di EUR 132. La versione digitale sempre da 1TB arriva a EUR 661, intorno ai 695 euro, anch’essa con EUR 132 in più. La Series X da 2TB in colorazione Galaxy Black? Fuori catalogo. Per quanto riguarda la fascia più economica, la Series S da 512GB sale a EUR 441, più o meno 465 euro, con un aumento di EUR 88, mentre quella da 1TB tocca i EUR 529, vicino ai 555 euro.
Il dato curioso è che dal primo agosto, con la stessa cifra, ci si può portare a casa una Series S da 1TB oppure una PS5 in edizione digitale. Almeno entrambe le Series X ancora disponibili restano più economiche di una PS5 Pro. Ed è probabilmente questo uno dei motivi dietro la scomparsa della versione da 2TB: mettere una console meno potente allo stesso prezzo del modello professionale di PlayStation non sarebbe stata una grande mossa d’immagine. La PS5 Pro, tra l’altro, continua a sembrare uno degli affari migliori del settore, soprattutto per chi l’ha presa al lancio.
Componenti alle stelle e nuove formule di pagamento
Microsoft ha spiegato il perché con una certa franchezza. Lo scorso ottobre i prezzi erano già saliti tra i 20 e i EUR 62 negli Stati Uniti. La speranza era di non doverci tornare sopra, e mesi interi sono stati spesi a cercare alternative con i fornitori. Ma i costi di memoria e storage sono cresciuti di oltre 2,5 volte, e l’azienda prevede addirittura un raddoppio entro l’autunno del 2027. Tutta l’elettronica di consumo sta soffrendo la crisi dei componenti, però le console pagano il conto più salato. A differenza di telefoni, computer o casse, le console di solito non vengono vendute in profitto, anzi spesso costano di più di quanto rendano.
La parte più scomoda è proprio questa previsione: la situazione, a quanto pare, è destinata a peggiorare. Un rincaro ogni cinque mesi negli ultimi due anni sembrava già il limite, eppure il limite potrebbe spostarsi ancora più in là. E per ora nessuno sa indicare quando le cose torneranno a normalizzarsi.
Nel frattempo arrivano alcuni programmi pensati per ammorbidire il colpo. Il nuovo Buy Now, Pay Later, già intravisto in una fuga di notizie precedente, permetterà di spezzare l’acquisto in rate brevi, prevedibili e senza interessi, comprando dai Microsoft Store. Chi sceglie Amazon potrà invece contare su un finanziamento a tasso zero fino a dodici mesi. Microsoft lavorerà anche più a stretto contatto con i partner per riempire gli scaffali di console usate o ricondizionate a prezzi più bassi, vendendo i modelli certificati con EUR 88 di sconto sul prezzo di listino.
Per il giocatore medio, con il costo della vita che continua a salire, questi aumenti erano già difficili da reggere. Almeno pagando il sovrapprezzo dei componenti su un dispositivo come la Steam Machine ci si porta a casa un PC completo. Spendere quasi mille dollari o più per l’hardware da gioco è ormai la nuova normalità, e la crisi dei componenti non finirà domani.