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Tra i tanti capitoli che hanno reso X Files una serie di culto ce n’è uno che ancora oggi mette a disagio chiunque lo riveda. Si tratta di un episodio che non nasce soltanto dall’immaginazione degli autori ma prende spunto da una storia vera, raccontata in origine da Chaplin. La puntata fu considerata talmente estrema da finire sotto censura per tre anni, a causa dei temi trattati e delle immagini decisamente disturbanti che proponeva al pubblico.
Chi ha seguito la serie con Gillian Anderson e David Duchovny sa bene quanto fosse abituata a spingersi oltre. Creature mostruose, mutazioni inquietanti e misteri difficili da spiegare erano praticamente la normalità, puntata dopo puntata. Il pubblico aveva imparato ad aspettarsi l’impossibile e a convivere con un senso di inquietudine costante, quasi rassicurante nella sua prevedibilità. Proprio per questo colpisce il fatto che uno degli episodi più cupi dell’intera produzione abbia radici nella realtà e non in qualche laboratorio segreto o in un’astronave nascosta tra i boschi.
Quando la realtà supera la fantascienza
Il fascino di X Files è sempre stato legato alla capacità di muoversi sul confine tra il plausibile e l’assurdo. La serie ha costruito la propria identità mescolando indagini, paranormale e un gusto per l’orrore che raramente si vedeva in televisione. Eppure in questo caso la fonte d’ispirazione non arriva da leggende metropolitane o teorie del complotto. Alla base c’è un racconto di Chaplin, un nome che difficilmente qualcuno assocerebbe a un’atmosfera così oscura e opprimente.
È proprio questo contrasto a rendere la vicenda così interessante. Da una parte c’è una serie che ha fatto della finzione più spinta il suo marchio di fabbrica. Dall’altra c’è una testimonianza legata a fatti realmente accaduti, che gli sceneggiatori hanno trasformato in uno degli episodi più inquietanti mai andati in onda. Il risultato è una puntata che lascia addosso una sensazione diversa rispetto alle altre, perché lo spettatore sa che dietro quelle immagini non c’è soltanto un mostro inventato per spaventare.
Tre anni lontano dagli schermi
La forza di quell’episodio di X Files fu tale da provocare una reazione piuttosto netta. La puntata venne infatti censurata per tre anni, un periodo lungo per una serie così seguita e così abituata a trattare argomenti forti. A pesare sulla decisione furono i temi estremi affrontati nella storia e la crudezza di alcune scene, giudicate troppo disturbanti per essere riproposte senza problemi.
Non era certo la prima volta che la serie metteva in scena qualcosa di spaventoso. Tra creature deformi e fenomeni inspiegabili il catalogo dell’orrore era già piuttosto ricco. In questo caso però la combinazione tra contenuti delicati e una storia vera alle spalle ha reso tutto più difficile da digerire. La paura non nasceva da un elemento soprannaturale ma da qualcosa di molto più vicino alla realtà, e proprio questa vicinanza ha contribuito a rendere la puntata un caso a sé nella lunga storia della serie.
Per chi conosce a fondo le avventure televisive con Gillian Anderson e David Duchovny si tratta di un capitolo che continua a distinguersi dagli altri. Non tanto per gli effetti o per il ritmo dell’indagine, quanto per l’origine stessa del racconto. Un’origine che affonda nelle pagine di Chaplin e in una vicenda terribile realmente accaduta, rielaborata fino a diventare una delle pagine più cupe della serie e rimasta lontana dalla televisione per ben tre anni.
Fonte: TecnoAndroid


