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Una mandria di struzzi che corre all’impazzata non è proprio l’immagine che ci si aspetta di trovare in una serie dedicata a due amici, eppure è esattamente così che si chiude il terzo episodio di Nord Sud Ovest Est. Una sequenza folle e quasi surreale, costruita come una disavventura rocambolesca, che ha lasciato più di uno spettatore con una domanda in testa. Quella fuga di animali è davvero successa nella vita di Max Pezzali e Mauro Repetto oppure si tratta di un’invenzione pensata per lo schermo?
Il dubbio è più che legittimo, perché la scena ha tutte le caratteristiche delle storie che sembrano troppo strane per essere vere. Allo stesso tempo però la puntata non nasce dal nulla. Il racconto infatti prende spunto da aneddoti veri e su questa base costruisce una vicenda che a tratti sfiora la commedia degli equivoci, con i due protagonisti travolti da una situazione che sfugge completamente di mano. Ed è proprio questo intreccio tra ricordi reali ed esigenze narrative a rendere la scena così discussa.
Tra ricordi reali e finzione scenica
Quando una serie sceglie di raccontare persone esistenti, il confine tra cronaca e finzione scenica diventa inevitabilmente sottile. Chi scrive deve fare i conti con il materiale di partenza, cioè episodi effettivamente vissuti, e poi decidere quanto spingere sull’acceleratore per renderli efficaci sul piano del ritmo e dello spettacolo. Nel caso di Nord Sud Ovest Est la scelta sembra essere stata chiara. Gli spunti autentici ci sono, ma vengono rielaborati fino a trasformarsi in una sequenza dal sapore quasi cinematografico.
La fuga degli struzzi rappresenta il punto più alto di questa operazione. Non è un dettaglio buttato lì per strappare una risata veloce, è il momento in cui la puntata culmina, quello verso cui tutta la storia sembra correre. Per questo motivo il pubblico si interroga sulla sua origine, perché un evento del genere, se davvero accaduto, aggiungerebbe un tassello curioso e inaspettato alla storia di Max Pezzali e del suo storico compagno di avventure.
La disavventura che ha incuriosito il pubblico
A colpire è soprattutto il contrasto. Da una parte ci sono due ragazzi alle prese con la loro quotidianità e con i loro sogni, dall’altra un gruppo di animali tutt’altro che domestici che irrompe sulla scena e manda all’aria ogni equilibrio. Il risultato è una disavventura assurda che funziona proprio perché nessuno se la aspetta, e che spinge lo spettatore a tornare indietro con la memoria per capire se di quella storia si fosse mai sentito parlare prima.
La domanda dunque è sempre la stessa, ovvero quanto di quello che si vede sullo schermo appartenga davvero al passato di Mauro Repetto e Max Pezzali. Il fatto che il terzo episodio sia dichiaratamente ispirato a fatti realmente avvenuti apre la porta a entrambe le possibilità. Potrebbe trattarsi di un ricordo fedele oppure di un aneddoto più piccolo e meno spettacolare che gli autori hanno ingigantito per renderlo memorabile. Di certo c’è che la scena non è passata inosservata e che in molti hanno cominciato a cercare un riscontro tra la serie e le vicende vissute dai due amici.
Il punto di partenza della puntata restano comunque gli aneddoti veri legati ai due protagonisti, sui quali gli autori di Nord Sud Ovest Est hanno costruito la folle corsa degli struzzi che chiude il terzo episodio.
Fonte: TecnoAndroid


