La spunta blu di X è di nuovo al centro di una partita importante con l’Europa. La piattaforma social di Elon Musk ha infatti presentato alla Commissione europea una serie di proposte concrete per risolvere le contestazioni legate al funzionamento del celebre badge di verifica. Il tutto arriva dopo la sanzione da 120 milioni di euro inflitta a dicembre per violazione delle norme europee sui contenuti online. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha confermato la ricezione delle proposte, aggiungendo che la Commissione “valuterà con attenzione i rimedi proposti”, senza però sbilanciarsi su tempistiche o dettagli operativi.
Quella multa, va detto, non è una sanzione qualunque. Rappresenta il primo intervento sanzionatorio mai adottato nell’ambito del Digital Services Act, il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme obblighi molto stringenti in materia di contrasto ai contenuti illegali e dannosi. L’indagine che ha portato a questa decisione è durata circa due anni e ha generato non poche tensioni anche a livello diplomatico, con critiche esplicite da parte del governo statunitense.
X: Bruxelles contestata il problema della verifica
Nel luglio 2024 la Commissione aveva mosso un’accusa piuttosto netta: X avrebbe ingannato i propri utenti sul significato della spunta blu. Secondo Bruxelles, il sistema di verifica adottato dalla piattaforma non era conforme alle pratiche consolidate del settore. Il punto critico è semplice da capire: chiunque poteva ottenere lo status di account “verificato” semplicemente pagando un abbonamento, senza che questo comportasse una reale verifica dell’identità o la conferma di essere un personaggio pubblico.
Prima dell’acquisizione di Twitter da parte di Musk nel 2022, la spunta blu aveva un significato ben diverso. Indicava che l’account apparteneva a una figura pubblica la cui identità era stata effettivamente controllata e confermata. Dopo il passaggio di proprietà, quel badge ha cambiato natura, diventando un segnale di adesione a un servizio a pagamento. Una trasformazione che ha generato confusione tra gli utenti e, evidentemente, ha attirato l’attenzione dei regolatori europei.
Ricorso e scadenze: cosa succede adesso
La Commissione aveva fissato una scadenza precisa: X doveva proporre i propri rimedi entro il 12 marzo, altrimenti sarebbero scattate sanzioni periodiche aggiuntive. La piattaforma ha rispettato il termine, anche se ha contemporaneamente presentato ricorso contro la multa. Questo però non cambia gli obblighi immediati: la società dovrà comunque versare l’importo di 120 milioni di euro oppure fornire una garanzia finanziaria entro il 16 marzo.
Bisognerà ora capire se le soluzioni proposte da X soddisferanno le richieste della Commissione europea o se la questione della spunta blu continuerà a tenere banco nelle relazioni tra la piattaforma di Musk e le istituzioni del Vecchio Continente. La palla, per il momento, è tornata nelle mani di Bruxelles.