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Windows Update a rischio: certificati in scadenza anche su 24H2

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Un numero non trascurabile di computer rischia di restare tagliato fuori da Windows Update, e il motivo non ha nulla a che vedere con hardware obsoleto o configurazioni particolari. Negli ultimi tempi molti amministratori IT si sono visti recapitare da Microsoft un avviso dal tono piuttosto serio, che invita ad aggiornare al più presto diverse installazioni di Windows. Chi ignora la segnalazione corre il pericolo di non ricevere più alcun pacchetto dal servizio di aggiornamento del sistema operativo. Il nodo, ridotto all’osso, riguarda alcuni certificati ormai prossimi alla scadenza.

A sorprendere è soprattutto il perimetro dell’avviso. Non si parla soltanto di edizioni datate e ormai dimenticate in qualche angolo dell’ufficio, ma anche di versioni piuttosto recenti della piattaforma. Tra queste figura per esempio Windows 11 24H2, distribuita più o meno due anni fa e quindi tutt’altro che un reperto storico. Un dettaglio che fa capire come la questione tocchi da vicino parecchie realtà aziendali, anche quelle che magari si sentivano al riparo grazie a sistemi relativamente moderni.

Perché i certificati contano così tanto per Windows Update

Per capire la portata del problema bisogna guardare a come funziona il meccanismo di distribuzione delle patch. Windows Update poggia su un sistema di fiducia costruito proprio attorno ai certificati, che servono a verificare che la comunicazione con i server di Microsoft sia sicura e che a ogni macchina arrivino gli aggiornamenti corretti. Senza questa garanzia la catena si spezza e il PC non riesce più a dialogare come dovrebbe con l’infrastruttura del colosso del software.

Come qualsiasi certificato digitale, anche questi hanno una data di scadenza. Va da sé che periodicamente devono essere rinnovati. Nella maggior parte dei casi l’operazione avviene in modo del tutto silenzioso, all’interno delle normali patch che il sistema scarica e installa senza che chi usa il computer se ne accorga davvero. Il guaio nasce quando questi aggiornamenti regolari risultano disattivati, per una ragione qualsiasi.

Lo scenario è meno raro di quanto si potrebbe immaginare. Può bastare un computer che non è collegato a internet e non lo sarà mai, situazione più che comune in officine e impianti produttivi dove le macchine restano isolate dalla rete per svolgere compiti ben precisi. In contesti del genere il rinnovo automatico semplicemente non può avvenire e diventano necessari interventi straordinari da parte di chi si occupa della gestione dei sistemi.

Le scadenze e le soluzioni indicate da Microsoft

C’è comunque un aspetto rassicurante in tutta la vicenda. Il blocco non scatterà dall’oggi al domani, perché il margine a disposizione arriva fino a giugno 2027. Un periodo abbastanza ampio per pianificare le operazioni con calma, anche nelle organizzazioni che contano parchi macchine numerosi o sparsi su più sedi e che quindi hanno bisogno di qualche settimana in più per mettere tutto in ordine.

Sul fronte pratico le strade percorribili sono due. Le patch possono essere distribuite attraverso gli strumenti di gestione aziendale già in uso oppure scaricate manualmente dal Microsoft Update Catalog, soluzione comoda proprio per le postazioni prive di accesso diretto alla rete. Discorso diverso per i computer su cui girano edizioni di Windows ormai uscite dal ciclo di assistenza. In questo caso l’indicazione è di passare a una release ancora coperta dal supporto ufficiale, così da poter ricevere i nuovi certificati e continuare a ottenere gli aggiornamenti tramite Windows Update.

Fonte: TecnoAndroid

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