Windhawk ha una mod capace di dare una rinfrescata alle vecchie finestre di Windows 11, quelle che ancora oggi sembrano uscite da un sistema operativo di dieci anni fa. Chi usa il computer tutti i giorni lo sa bene: Windows 11 mostra due anime diverse. Le parti più recenti seguono il linguaggio Fluent Design, con angoli arrotondati, animazioni e superfici traslucide. Basta però aprire le proprietà di un disco, il Pannello di controllo, Regedit o una finestra per scegliere i file e si torna indietro nel tempo, tra pulsanti, schede e controlli rimasti fermi alle generazioni precedenti.
Microsoft ha detto più volte di voler mettere mano a questa situazione, anche perché l’eredità dei vecchi sistemi ha fatto storcere il naso a parecchi sviluppatori. Nel frattempo, però, a muoversi è stato un programmatore indipendente con la mod Win32 UI Modernizer.
Cosa fa davvero Win32 UI Modernizer
L’idea è semplice e allo stesso tempo furba. La mod non sostituisce i componenti di Windows 11 e non tocca a mano i file di sistema. Distribuita tramite Windhawk, interviene mentre i programmi sono in esecuzione e ridisegna un bel po’ di elementi Win32 per avvicinarli allo stile di WinUI 3. Serve almeno Windows 11 21H2 build 22000.
Il risultato salta all’occhio: menu contestuali arrotondati, pulsanti più moderni, indicatori animati, icone Fluent, modalità scura nelle finestre classiche e un aspetto più coerente per Esplora file, Regedit, Pannello di controllo e le finestre delle proprietà. Sotto la superficie, però, continuano a girare gli stessi controlli Win32 di sempre. Niente riscrittura, solo un travestimento fatto bene.
Le opzioni sono tante e indipendenti tra loro. Si possono ridisegnare i tooltip, arrotondare i pulsanti, applicare il colore principale di Windows ai pulsanti di opzione, sostituire il rettangolo di selezione, aggiungere una linea colorata ai campi di testo attivi. Anche separatori, GroupBox e riquadri delle schede possono avvicinarsi allo stile moderno.
Occhio particolare a Esplora file. Qui la mod cambia l’aspetto delle selezioni, sostituisce alcune icone delle cartelle con glifi del font Segoe Fluent Icons, ammoderna le vecchie barre di certi dialoghi, arrotonda gli indicatori di spazio delle unità e ritocca il grafico nella finestra Proprietà di un disco. Tra le chicche più vistose ci sono gli indicatori animati a forma di pillola, che seguono l’elemento selezionato sfruttando DirectComposition, con movimenti che vanno dallo scorrimento semplice a un effetto elastico simile ai controlli WinUI.
La modalità scura e i rischi da tenere a mente
Uno dei tasti dolenti di Windows 11 resta la modalità scura. Impostazioni ed Esplora file possono mostrarsi con colori scuri, ma diverse finestre classiche continuano a esibire sfondi bianchi e barre dei menu vecchio stile. Win32 UI Modernizer aggiunge una modalità scura personalizzata che agisce su sfondi, menu, barra del titolo, testi e controlli Win32. È spenta di default e va attivata solo se interessa davvero.
La prudenza ha un motivo. La mod non ha un tema scuro ufficiale per ogni app di Windows 11, quindi modifica il comportamento di funzioni come GetSysColor, GetSysColorBrush e DrawThemeTextEx. In alcune configurazioni ricorre pure a SetSysColors, che cambia i colori restituiti alle applicazioni. Un programma non pensato per il tema scuro potrebbe così mescolare sfondo e testo in modo sbagliato, oppure tenere in cache colori vecchi. Dopo vari passaggi tra chiaro e scuro, certi controlli restano con tonalità obsolete fino al riavvio di Esplora file. C’è comunque una lista di esclusione: inserendo un eseguibile, per esempio WINWORD.EXE, si disattiva la gestione dei colori scuri per quel processo lasciando attive le altre modifiche estetiche.
Windhawk lavora con tecniche di iniezione e hooking, legittime ma delicate. Il codice è pubblico e consultabile, il che è un bel vantaggio, però ogni mod va valutata da sola perché gli autori sono diversi. Un dettaglio non banale riguarda i giochi: gli anti-cheat possono guardare con sospetto l’iniezione di una DLL, quindi chi gioca online farebbe meglio a escludere le cartelle coinvolte o a non tenere Windhawk attivo su quei processi. Non c’entra nulla il cheating, è solo una somiglianza tecnica nel modo in cui la DLL viene caricata.








