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Voyager 2, il trucco NASA per prolungarne la vita nello spazio

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La sonda Voyager 2 continua a viaggiare nello spazio profondo a oltre 21 miliardi di chilometri dalla Terra, e la NASA ha appena messo a segno una mossa intelligente per prolungarne la vita operativa. Un veicolo lanciato ormai decenni fa, che avrebbe dovuto spegnersi da un pezzo, e invece se ne va ancora là fuori, silenzioso, continuando a fare quello per cui è stato costruito.

C’è qualcosa di quasi ostinato in questa storia. La NASA non si arrende, e nemmeno la sonda sembra volerlo fare. Ogni intervento tecnico serve a guadagnare tempo prezioso, a spremere fino all’ultimo goccio di energia da un sistema che invecchia inesorabilmente. Il segnale, per quanto debole, arriva ancora fino a noi da una distanza che fatica persino a essere immaginata.

Voyager 2: una missione che sfida il tempo

Parlare di Voyager 2 significa parlare di un pezzo di storia dell’esplorazione spaziale ancora vivo e vegeto. A 21,37 miliardi di chilometri di distanza, il veicolo si trova in una zona così remota che ogni comunicazione richiede tempo e pazienza. Eppure gli ingegneri riescono ancora a dialogare con lui, a impartire comandi, a intervenire per allungare la sua esistenza.

La frase che riassume meglio tutto questo è tanto semplice quanto potente. Voyager si rifiuta di morire. E allora lunga vita a Voyager, verrebbe da dire, perché ogni giorno guadagnato è un piccolo miracolo di ingegneria e testardaggine umana.

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