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Il gruppo Volkswagen starebbe valutando di portare in Europa l’architettura elettronica sviluppata insieme a Xpeng, la stessa che oggi equipaggia i modelli venduti in Cina. Se l’ipotesi dovesse concretizzarsi si tratterebbe di un cambio di rotta non da poco per il colosso tedesco, che finora ha sempre tenuto ben separati lo sviluppo software destinato al mercato cinese e quello pensato per i mercati occidentali.
Al centro delle indiscrezioni c’è la piattaforma CEA, sigla che sta per China Electronic Architecture, nata proprio per rispondere alle esigenze del mercato asiatico. Al momento il costruttore la impiega soltanto sulle vetture commercializzate in Cina, ma l’idea sarebbe quella di estenderne l’utilizzo anche alle auto destinate all’Occidente. Una mossa che finirebbe per ridimensionare il peso della tecnologia che la casa tedesca sta mettendo a punto con la statunitense Rivian proprio per questi mercati.
Quali modelli potrebbero cambiare pelle
Il progetto non sarebbe ancora stato presentato ufficialmente alla direzione del gruppo. Le previsioni però sono piuttosto ambiziose, visto che la piattaforma CEA potrebbe coprire il 75% dei modelli di prossima generazione dei marchi mainstream, ovvero Volkswagen, Škoda e Cupra.
Tra le vetture che potrebbero adottare l’architettura nata dalla collaborazione con Xpeng compaiono le future generazioni di ID. Golf, ID. Passat e Škoda Enyaq. La scelta non sarebbe affatto casuale. Si parla infatti di auto con volumi di vendita elevati, che si muovono in segmenti dove i clienti guardano con grande attenzione al prezzo finale. Abbattere i costi di sviluppo su modelli simili permetterebbe quindi di proporre listini più competitivi.
Resta sul tavolo un problema che il gruppo si trascina da tempo, cioè la gestione dello sviluppo software all’interno di un portafoglio molto eterogeneo. Si va dai marchi più popolari fino ai brand premium come Audi e Porsche, e questa varietà ha storicamente reso complicato scalare le tecnologie da un’auto all’altra.
Su questo punto Xpeng ha sottolineato che applicare la propria architettura a piattaforme e motorizzazioni diverse potrebbe velocizzare l’evoluzione del software e gli aggiornamenti da remoto (OTA), sfruttando al massimo i vantaggi delle economie di scala.
I conti dell’operazione e il nodo Rivian
La questione ha anche un risvolto economico tutt’altro che marginale. Volkswagen ha infatti in corso una partnership con Rivian che vale un investimento di circa 5 miliardi di euro ed è considerata centrale nella strategia del gruppo. Con l’arrivo dell’architettura cinese in Europa, il ruolo dell’azienda americana all’interno dell’ecosistema Volkswagen subirebbe un duro colpo.
Dall’altra parte c’è il risparmio. Il passaggio alla piattaforma Xpeng anche nel Vecchio Continente, spinto dall’esigenza di contenere le spese, porterebbe a un taglio dei costi stimato tra i 4 e i 5 miliardi di euro.
Non tutti però sono d’accordo. Dentro l’azienda ci sarebbero divisioni piuttosto nette, con alcuni dirigenti preoccupati che l’adattamento dell’architettura alle normative europee possa portare con sé costi imprevisti e rischi tecnici difficili da quantificare in anticipo.
Sul fronte degli investimenti, il rapporto tra Volkswagen e Xpeng è partito in modo decisamente più contenuto. La collaborazione è iniziata a luglio 2023 con un esborso di circa 600 milioni di euro a favore dell’azienda cinese, finalizzato allo sviluppo di due modelli Volkswagen completamente elettrici per il mercato locale.
Con il tempo gli obiettivi si sono allargati. Ad agosto 2025 l’accordo è stato esteso fino a comprendere anche le piattaforme per i veicoli con motore a combustione e per gli ibridi ricaricabili destinati agli automobilisti cinesi.
Fonte: TecnoAndroid


