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Mercato smartphone, Apple incassa metà dei ricavi globali

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Il mercato degli smartphone vive una fase piuttosto curiosa in cui si vendono meno telefoni ma si incassa di più. Nel terzo trimestre del 2026 i ricavi complessivi hanno toccato 114 miliardi di dollari, circa 98 miliardi di euro, con un aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le spedizioni però sono scese del 19% e la distanza tra volumi e fatturato si fa sempre più evidente.

A tenere a galla i conti è stato soprattutto il prezzo medio di vendita, salito a EUR 395, cioè circa 380 euro. Nessun trimestre aveva mai fatto registrare un valore così alto e la crescita annuale arriva al 27%. Secondo l’ultima analisi di Counterpoint Research hanno pesato la maggiore diffusione dei modelli premium, un’offerta composta in modo diverso e il rincaro dei componenti, in particolare delle memorie.

Apple conquista metà del fatturato globale

Un listino più alto non equivale per forza a guadagni più ricchi per chi produce. Il costo crescente delle memorie sta infatti erodendo i margini e costringe diversi marchi a ripensare le proprie strategie. Shilpi Jain, Senior Analyst di Counterpoint Research, spiega che le aziende alzano i prezzi, tagliano i modelli meno redditizi e concentrano le risorse sui prodotti di punta e sui mercati più importanti. La fascia d’ingresso è quella più esposta perché lascia poco spazio per scaricare i rincari sui consumatori senza perdere competitività.

Chi ne ha approfittato più di tutti è Apple. Il gruppo di Cupertino ha visto i ricavi crescere del 17% su base annua, firmando il proprio record per un terzo trimestre e arrivando a controllare il 50% del fatturato globale degli smartphone. Il prezzo medio è salito del 19% mentre le spedizioni sono rimaste praticamente stabili. Dietro questo risultato c’è la domanda sostenuta per la famiglia iPhone 17 insieme ai primi riscontri commerciali della serie iPhone 18 Pro. Per il Research Director Tarun Pathak l’azienda può contare su un potere di determinazione dei prezzi che le consente di trasferire parte dei costi sugli acquirenti senza vedere crollare la domanda. Hanno inciso anche i prezzi di lancio più alti dei modelli Pro, gli aumenti su alcuni dispositivi delle generazioni precedenti e l’assenza di iPhone 18 base al debutto.

Samsung, Xiaomi e il resto della classifica

Samsung si piazza al secondo posto per ricavi con una quota del 19% e una crescita annuale del 14%, conservando però la leadership nelle spedizioni con il 22% del mercato. Il prezzo medio del produttore coreano è aumentato del 21% fino a EUR 328, circa 315 euro, grazie ai ritocchi sui listini della gamma Galaxy A e al contributo dei modelli più costosi come Galaxy S26 Ultra e Z Fold8. La filiera produttiva integrata ha aiutato poi ad assorbire una parte dei rincari delle memorie.

Per Xiaomi i ricavi sono rimasti sostanzialmente fermi rispetto al terzo trimestre del 2025. L’aumento a doppia cifra del prezzo medio ha bilanciato il calo delle spedizioni anche grazie a una strategia che sposta gradualmente l’offerta dai telefoni più economici verso la fascia media e medio alta, con Redmi Note 15 e Xiaomi 17T tra i protagonisti. Più complicata la situazione per OPPO e vivo, con ricavi scesi rispettivamente del 26% e del 22%, visto che prezzi medi più alti non sono bastati a compensare volumi in discesa. Entrambi puntano ora sulla redditività ridimensionando la presenza nei mercati meno strategici. OPPO ha migliorato nel segmento medio grazie anche alla famiglia A6 mentre vivo ha spinto i prezzi medi con le serie S60 5G, V70 e X300.

Le previsioni per i prossimi anni

Counterpoint si aspetta un peggioramento dei ricavi già nel quarto trimestre del 2026, quando la discesa delle spedizioni dovrebbe superare i benefici dei prezzi più alti portando il fatturato in territorio negativo. I buoni risultati dei primi tre trimestri dovrebbero comunque permettere al mercato degli smartphone di chiudere l’intero 2026 sopra l’anno precedente. Per il 2027 è prevista un’ulteriore contrazione delle spedizioni, meno marcata però di quella attesa per il 2026, con prezzi medi ancora in salita e ricavi in crescita più sostenuta rispetto a quest’anno. I costi elevati delle memorie continueranno a pesare sui margini e potrebbero portare a nuovi aumenti dei listini. Un allentamento è atteso solo nel 2028, quando i produttori potrebbero usare i risparmi per migliorare le caratteristiche dei dispositivi invece di abbassarne i prezzi.

Fonte: TecnoAndroid

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