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VisionQuest, Matalas: “Pronti a girare altre dieci stagioni”

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Il finale della trilogia nata con WandaVision porta un nome preciso, VisionQuest, ma chi la sta costruendo non la vede affatto come un punto fermo. Terry Matalas, showrunner della serie Disney Plus, ha spiegato che nessuno gli ha chiesto di chiudere un cerchio: il progetto è cresciuto come qualcosa di diverso, più vicino a un seguito diretto che a un capitolo conclusivo. E se dipendesse da lui, la storia andrebbe avanti ben oltre una sola stagione.

Interpellato sul fatto che gli fosse stato affidato il compito di completare il trittico formato da WandaVision e Agatha All Along, Matalas è stato piuttosto netto. Nessun brief in quel senso, nessuna indicazione dall’alto. Anzi, la definizione che preferisce è un’altra: un sequel di WandaVision sotto molti aspetti, ma con una vita propria, autonoma, che non ha bisogno di appoggiarsi a quello che è venuto prima per funzionare.

Una serie che guarda dentro Vision, non indietro

Il punto centrale, secondo lo showrunner, è che questa volta il protagonista assoluto è Vision. Non una coppia, non un ensemble, non un pezzo di puzzle da incastrare nel mosaico Marvel. La serie scava nel personaggio in modi che né i film né WandaVision avevano potuto permettersi, arrivando a toccare parti più profonde della sua origine, anche più remote di quanto si credesse fino a oggi. Un’entità narrativa a sé, dunque, che però inevitabilmente sfiora il passato di questo androide.

La struttura racconta molto delle intenzioni. Al centro c’è White Vision, quello caricato con i ricordi dell’originale, impegnato nel tentativo di capire chi sia davvero. Per farlo si ritira nel suo palazzo mentale, dove dialoga con altre intelligenze artificiali dell’universo Marvel e perfino con il suo creatore, Ultron. Nel frattempo, fuori, la situazione è meno filosofica e più concreta: un cacciatore di taglie gli dà la caccia, e l’arrivo di suo figlio nella sua vita complica ulteriormente le cose.

Dieci stagioni? Matalas ci ha già pensato

L’aspetto più interessante delle dichiarazioni riguarda il futuro. Matalas non considera VisionQuest la fine del percorso del personaggio, e ha già in mente diverse strade per continuare. Le sue parole raccontano un entusiasmo poco diplomatico: appena finite le riprese, lui, Paul e James erano pronti a girare altre dieci stagioni di qualunque cosa questa storia potesse diventare. Poi, con un certo realismo, ha aggiunto che la decisione spetta a Marvel Studios e agli dèi della televisione.

C’è però un chiarimento che lo showrunner ha voluto mettere nero su bianco, e riguarda un’assenza pesante. Elizabeth Olsen non torna nei panni di Wanda Maximoff, dopo l’uscita di scena avvenuta con Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Matalas ha tenuto a precisare che non sta giocando con le aspettative del pubblico su quel fronte, perché nessuno vuole alimentare illusioni.

Il riferimento nasce da un momento specifico della serie, collocato nella parte finale della stagione. Un punto d’arrivo verso cui la scrittura correva senza sapere esattamente come ci sarebbe arrivata. È stato Paul Bettany, racconta lo showrunner, a proporre un’idea straordinaria su come quella scena dovesse essere costruita. Chi è Vision all’interno di quel passaggio viene descritto come qualcosa di sorprendente, e riuscire a portarlo sullo schermo è stato motivo di soddisfazione. Da qui la precisazione: nessun ammiccamento a Wanda, nessun indizio nascosto.

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