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Con VisionQuest la Marvel riporta sullo schermo uno dei suoi cattivi più sottovalutati. Ultron, interpretato ancora una volta da James Spader, si prende il centro della scena accanto al Vision di Paul Bettany, e l’attore ha raccontato di essere rimasto sorpreso di continuo da quanto il personaggio si sia evoluto rispetto al passato. È un cambiamento che non si aspettava, nonostante avesse discusso a lungo l’intera storia prima ancora di girarla. Nella nuova serie l’antagonista di Avengers: Age of Ultron abita il suo avatar umano e si ritrova intrappolato nel Mind Space di Vision, insieme ad altre intelligenze artificiali della Stark Corporation. Non proprio una convivenza serena, considerato il caratterino del soggetto.
Un Ultron molto più complesso di quello visto al cinema
Mentre Vision cerca di far quadrare i propri ricordi con emozioni che non è nemmeno sicuro di avere, Ultron gli sta sempre addosso. Lo punzecchia, lo sfida e lo mette alla prova lungo tutto il percorso. Con il passare degli episodi la serie scava più a fondo nella vera natura del villain e nelle sue idee sull’umanità. Mostra anche la fatica che lui stesso fa nel muoversi tra i sentimenti, un territorio che per un’intelligenza artificiale nata per distruggere non è esattamente familiare.
È proprio questo lavoro di approfondimento ad aver spiazzato James Spader. L’attore ha spiegato che tutto ciò che aveva pensato del personaggio ai tempi del film è stato amplificato enormemente nello show. Ha parlato di sorpresa costante, anche se con Terry aveva ragionato sull’intera serie dall’inizio alla fine, affrontando i passaggi principali e soprattutto i singoli episodi. Poi sono arrivati i copioni, e vedere come la storia prendeva forma sulla carta ha aggiunto un ulteriore livello. Eppure, nemmeno così, si sentiva pronto a quello che sarebbe successo davanti alla macchina da presa.
La sorpresa che ogni attore spera di vivere
Secondo Spader esiste una cosa a cui un interprete aspira sempre, in ogni progetto. Si tratta del momento in cui un personaggio comincia a vivere di vita propria nel momento stesso in cui viene recitato, in un modo che nessuno avrebbe potuto davvero immaginare prima. Ed è esattamente ciò che gli è capitato con questa nuova versione di Ultron.
L’attore ha chiarito il concetto con una distinzione piuttosto precisa. Si possono anche prevedere le intenzioni di un personaggio, le sue reazioni o le sue azioni, e magari fare qualche ipotesi su come si comporterà. Quello che sfugge a qualsiasi previsione, però, è la profondità e l’ampiezza di quelle emozioni una volta portate in scena. Una sorpresa che nel caso di VisionQuest si è ripetuta più e più volte, a suo dire, nel corso delle riprese.
Parole che raccontano bene il tipo di lavoro fatto sul personaggio, lontano dalla figura del nemico monolitico vista nel secondo film degli Avengers. Qui il robot ribelle diventa una presenza ingombrante e inquieta, capace di interrogarsi su se stesso tanto quanto mette in crisi il suo interlocutore. Il confronto con Vision, del resto, è il motore stesso della serie.
Il pubblico sembra aver apprezzato la scelta. Ultron si è già imposto come uno degli elementi più riusciti dello show fin dalle prime puntate, tanto che diversi spettatori lo hanno indicato come il vero punto forte della stagione. I nuovi episodi di VisionQuest vengono pubblicati ogni settimana su Disney Plus, con un’uscita a blocchi di due puntate alla volta.
Fonte: TecnoAndroid


