Veil of Ashes è il nuovo strategico tattico in tempo reale che Slitherine ha deciso di portare sul mercato, un titolo che mescola atmosfere steampunk cupe e battaglie campali su vasta scala. A firmarlo è il team tedesco Greifenmaer, che ha immaginato un mondo dove il controllo del territorio si conquista a suon di scontri tra eserciti fatti di fanteria, mezzi corazzati e giganteschi behemoth, quei carri colossali che dominano il campo di battaglia.
Il cuore del gioco ruota tutto attorno alla conquista di punti strategici sparsi su mappe diverse. Si può giocare in schermaglia contro l’intelligenza artificiale oppure buttarsi nel multiplayer PvP, e in entrambi i casi la logica è simile. Durante le partite si accumulano Punti Rinforzo, una risorsa che serve a chiamare unità più potenti, attacchi tattici e supporti vari. In pratica l’esercito si costruisce pezzo dopo pezzo, scegliendo tra compagnie e combinazioni di unità che cambiano il modo di affrontare ogni scontro.
Le tre fazioni che si contendono il continente
Tra le caratteristiche annunciate ci sono modalità per giocatore singolo e multiplayer, schermaglie fino a 4 contro 4 sia cooperative sia competitive, ambienti distruttibili e una bella varietà di approcci tattici. Ma il vero sale sono le tre fazioni, tutte diverse tra loro. Il Sacrum Imperium è una teocrazia guidata dalla Novissima Ecclesia, che punta forte sulla potenza di fuoco e sui pesantissimi carri Cataphractus. Il team di sviluppo lo descrive come la fazione che domina il Mediterraneo occidentale e continua la sua espansione senza sosta, la maggiore potenza del continente europeo.
Poi c’è il Lohenreich, un impero feudale ormai al tramonto, con cavalieri a bordo dei carri Lanzierer affiancati dai soldati Panzerknecht. Viene definito un residuo di tempi antichi nell’Europa centrale, un impero potente che si sgretola giorno dopo giorno, ma i cui frammenti sono pronti a difendere quello che resta. La terza fazione sono le Communes, ispirate a un modello socialista, che si affidano a mezzi corazzati leggeri e veloci della Force Rapide e a grandi masse di Volontaires e Conscrits. Secondo gli sviluppatori, i regni dell’Europa occidentale sono caduti sotto la forza dell’ira del popolo, e al loro posto stanno sorgendo proprio le Communes. La rivoluzione, dicono, è tutt’altro che conclusa.
Un mondo nato da un cataclisma
L’ambientazione merita un discorso a parte, perché è quella a dare identità al gioco. Immaginate una linea temporale alternativa in cui, nel 1704, un cataclisma globale ha devastato il pianeta. Dalle fiamme nasce il Cinium, una sostanza energetica misteriosa capace di alimentare industria e tecnologia per i due secoli successivi. Duecento anni dopo lo scenario è desolante, con un mondo dominato da ceneri, tempeste di fuoco e deserti che si allargano di continuo, mentre le ultime nazioni si scannano per accaparrarsi le risorse rimaste.
È questo contesto a giustificare l’estetica steampunk e il tono cupo che attraversa tutto Veil of Ashes. Un mix di strategia in tempo reale e worldbuilding curato, con quella componente tattica messa in primo piano che dovrebbe fare la differenza rispetto a molti altri titoli del genere. Slitherine, del resto, sul settore strategico ci ha costruito buona parte della propria reputazione, e la stessa casa continua a muoversi su questo terreno anche con altri progetti, tra cui l’espansione della serie Radio Commander con Pacific ’41 e Battle of Britain ’40.


