Il lago di San Carlos in Arizona ha smesso di essere quello che generazioni di pescatori e visitatori conoscevano. Le autorità lo hanno chiuso dopo che quasi tutti i pesci sono morti, vittime di un processo che nessuno ha potuto fermare in tempo. Non si è trattato di un disastro arrivato dal nulla, ma di un declino lungo, fatto di settimane difficili e di segnali che si sono accumulati uno dopo l’altro fino al punto di non ritorno.
Un collasso annunciato
Quello che è successo al bacino artificiale di San Carlos somiglia più a un lento soffocamento che a una catastrofe improvvisa. Per settimane, forse addirittura mesi, le condizioni del lago sono peggiorate senza sosta. La siccità ha ridotto il livello dell’acqua, e con meno acqua disponibile tutto il resto è diventato più fragile, più esposto, più difficile da gestire.
A pesare non è stato un solo fattore, ma una combinazione che ha messo in ginocchio l’intero ecosistema. Da una parte i prelievi agricoli, che hanno continuato a sottrarre risorse idriche in un momento in cui ce n’erano già troppo poche. Dall’altra la proliferazione algale, quel fenomeno che trasforma uno specchio d’acqua in un ambiente sempre meno respirabile per chi ci vive dentro.
Perché i pesci non ce l’hanno fatta
Quando le alghe si moltiplicano in modo incontrollato finiscono per consumare l’ossigeno disponibile, e per i pesci diventa una questione di sopravvivenza che si gioca giorno dopo giorno. Con un livello dell’acqua sempre più basso e una temperatura che tende a salire, le condizioni si fanno insostenibili. È così che uno dei laghi più famosi dell’Arizona è arrivato al collasso definitivo, lasciando dietro di sé un ambiente che fino a poco tempo prima era pieno di vita.
La chiusura del lago non è una decisione presa alla leggera. Significa che le condizioni hanno raggiunto un livello tale da rendere impossibile qualsiasi attività, e che recuperare la situazione richiederà tempo, ammesso che sia possibile riportare il bacino a una condizione accettabile. Per un luogo che rappresentava un punto di riferimento per chi amava la pesca e la natura, è una perdita che pesa parecchio.