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Le turbine eoliche sono diventate uno dei prodotti più richiesti nel commercio europeo legato alle rinnovabili. Nell’ultimo anno l’Unione Europea ha importato beni per l’energia verde per un valore complessivo di 11,4 miliardi di euro, e dentro questa cifra le turbine si sono ritagliate un ruolo sempre più visibile, con una crescita che supera di gran lunga quella di altri comparti. Il quadro che emerge racconta un mercato vivace sia sul fronte degli acquisti dall’estero sia su quello delle vendite oltre confine.
Il paniere considerato comprende tre famiglie di prodotti ben distinte. Ci sono i pannelli solari, ci sono i biocarburanti e poi appunto gli impianti per lo sfruttamento del vento. Proprio questi ultimi sono finiti al centro di un giro d’affari in netta espansione, tanto che i numeri delle importazioni parlano di un’accelerazione difficile da ignorare.
Importazioni in forte crescita e il peso della Cina
Il valore delle sole turbine acquistate dall’estero è salito del 40,6% arrivando a quota 0,7 miliardi di euro. Una cifra che, presa da sola, potrebbe sembrare contenuta rispetto al totale dei prodotti green, ma il dato davvero interessante riguarda le quantità. Il volume degli acquisti infatti è aumentato in modo ancora più deciso, con un balzo del 69%. In pratica le quantità entrate nei confini europei sono cresciute più rapidamente rispetto alla spesa sostenuta per acquistarle.
Per capire da dove arrivino questi impianti basta guardare alla mappa dei fornitori. La parte del leone spetta alla Cina, da cui proviene il 59,6% delle turbine importate. Segue l’India con il 22,2%. Due paesi che insieme coprono oltre otto acquisti su dieci, lasciando agli altri partner commerciali uno spazio piuttosto ridotto.
La fotografia di oggi però è diversa da quella di appena due anni fa. All’epoca la quota cinese si fermava al 41,3% e il primo posto tra i fornitori dell’Europa era occupato da Nuova Delhi. Nel giro di un biennio Pechino ha guadagnato terreno in maniera consistente fino a scavalcare il concorrente asiatico e a imporsi come principale fornitore di turbine per il mercato comunitario.
Le esportazioni europee restano il dato più alto
Se sul versante degli acquisti la crescita è stata vistosa, anche quello delle vendite verso l’esterno offre segnali positivi. Le turbine hanno registrato il valore di esportazioni più elevato tra i tre gruppi di prodotti per l’energia rinnovabile presi in esame, con un totale di 3,1 miliardi di euro. Un risultato che le colloca davanti sia ai pannelli solari sia ai biocarburanti per quanto riguarda l’export.
Messo a confronto con l’anno precedente, il valore delle turbine vendute all’estero è aumentato del 10,8%. Anche le quantità hanno seguito la stessa direzione, con un incremento del volume pari al 9,5%. Si tratta di una crescita più moderata rispetto a quella osservata sulle importazioni, ma che parte da una base decisamente più ampia.
Accostando le due voci il divario salta subito all’occhio. Il valore delle turbine eoliche esportate dall’Europa supera di oltre quattro volte quello degli impianti acquistati dall’estero, 3,1 miliardi di euro contro 0,7 miliardi. Sul fronte delle importazioni il ritmo di crescita è stato del 40,6% in valore e del 69% in volume, mentre per l’export gli aumenti si sono attestati rispettivamente al 10,8% e al 9,5%.
Fonte: TecnoAndroid


