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In Francia è morta la prima persona contagiata dal virus Shamonda (SHAV), un patogeno noto per colpire bovini, ovini e caprini e che fino a oggi veniva considerato incapace di trasmettersi all’uomo. Il governo francese ha assicurato che, sulla base delle conoscenze attuali, non c’è alcun pericolo per la popolazione generale. Le autorità sanitarie però continuano a indagare sul caso. Il decesso è avvenuto all’inizio di questo mese a Lione. Il paziente soffriva di una grave forma di immunosoppressione e, stando ai primi elementi raccolti, avrebbe contratto l’infezione attraverso la puntura di un insetto. Nel comunicato ufficiale si legge che “le complicazioni cerebrali osservate nel paziente immunodepresso prima della morte erano molto probabilmente legate all’infezione da virus Shamonda”.
Cos’è il virus Shamonda e come si diffonde
Il patogeno appartiene al genere Orthobunyavirus e viene trasmesso soprattutto dalla puntura di piccoli insetti del genere Culicoides. La prima identificazione risale alla metà degli anni Sessanta in Nigeria. Da allora sono state segnalate infezioni sporadiche negli animali dell’Africa occidentale, orientale e meridionale, oltre che in Giappone.
I bovini sono considerati l’ospite principale, perché oltre a essere suscettibili al contagio sviluppano anche la malattia con sintomi ben visibili. Pecore e capre possono infettarsi, ma finora in questi animali non sono state documentate manifestazioni cliniche evidenti. L’incubazione dura tra i due e i tre giorni. Negli animali i segnali più comuni sono febbre, diarrea e un calo nella produzione di latte, mentre nelle femmine gravide il virus può provocare aborti o gravi malformazioni fetali. Al momento non esiste un vaccino, quindi prevenzione e controllo si affidano a insetticidi e repellenti.
La situazione in Europa e il rischio reale per l’uomo
Le autorità sanitarie parlano di un caso “eccezionale”, proprio per via delle condizioni di salute pregresse della vittima. Eppure la notizia ha messo in allerta diversi paesi europei, in una regione che fino a qualche mese fa veniva ritenuta libera dal virus Shamonda. Lo scorso luglio l’agente infettivo era stato rilevato per la prima volta in Europa centrale sotto forma di una variante chiamata Shamonda Europe. Inizialmente aveva colpito il bestiame in Svizzera, poi sono emersi casi in Germania, Francia, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Liechtenstein, Italia e Spagna.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione spagnolo spiega che sul territorio europeo circolano due tipi geneticamente distinti, noti come Shamonda tipo 1 e Shamonda tipo 2. All’inizio di settembre in Francia erano state registrate infezioni di entrambe le forme, confermate in allevamenti di 37 dipartimenti del paese. Proprio perché il patogeno era considerato non trasmissibile all’uomo, quello documentato oltralpe rappresenta il primo contagio umano conosciuto.
Ben Brennan, capogruppo e docente al Centro di Ricerca Virologica del MRC e dell’Università di Glasgow, parla di “una scoperta scientifica importante, perché si tratta del primo caso noto di infezione umana da virus Shamonda”. Allo stesso tempo invita alla prudenza per evitare allarmismi e sottolinea che il paziente aveva una grave malattia preesistente “che lo rendeva particolarmente vulnerabile alle infezioni, e non sappiamo ancora se il virus Shamonda abbia contribuito alla sua morte”.
Sulla stessa linea David Roiz, membro del Gruppo SaBio dell’Istituto di Ricerca sulle Risorse Venatorie, secondo cui è presto per trarre conclusioni sulla capacità del virus di colpire le persone, anche se il caso merita un monitoraggio scientifico. “Ci sono molti bunyavirus che circolano naturalmente tra i mammiferi nelle zone tropicali e causano casi sporadici negli esseri umani. In un contesto globalizzato, dove animali e merci si spostano e il clima sta cambiando, non è strano che si verifichino casi di trasmissione all’uomo e non dobbiamo preoccuparci, ma solo vigilare e restare attenti e proattivi davanti ai potenziali rischi sanitari“, ha dichiarato lo specialista.
Fonte: TecnoAndroid


