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Ledger Nano X manomessi: spariti oltre 100 milioni di dollari

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Una rapina informatica degna di un film come Ocean’s Eleven ha colpito i clienti di Ledger, la società francese che produce le cosiddette casseforti per criptovalute. Dai loro portafogli sono spariti oltre 100 milioni di dollari, circa 86 milioni di euro, grazie a un piano mai visto prima. Stavolta non ci sono caveau perforati né bande del buco. Al centro di tutto ci sono piccoli dispositivi nati proprio per proteggere le chiavi private che controllano le monete digitali e le relative transazioni.

La vicenda comincia a Petaling Jaya, alle porte di Kuala Lumpur, dove ha sede CryptoBilis. Il negozio specializzato in portafogli per criptovalute è stato fondato nel 2021 da Arravind Prabu e Vimal Selvamany ed è diventato in poco tempo uno dei principali rivenditori autorizzati Ledger nel Sud Est asiatico, con clienti in Malesia, Indonesia e Filippine. Un’attività del tutto legittima e con una reputazione impeccabile.

Un passaggio di proprietà avvolto nel mistero

A marzo del 2026 i due fondatori cedono l’azienda e lasciano ogni ruolo operativo, perdendo anche l’accesso ai sistemi informatici, agli ordini e agli archivi dei clienti. Dai documenti societari emersi in seguito risulta che il 100% delle quote è finito a un cittadino cinese con un indirizzo registrato nella provincia di Heilongjiang, nel nordest della Cina. Di lui per ora si sa pochissimo. La vendita era infatti coperta da un accordo di riservatezza che impediva ai vecchi proprietari di annunciare il passaggio prima del 19 ottobre e di rivelare altri dettagli.

Il negozio ha continuato a lavorare con lo stesso nome, lo stesso sito e gli stessi marchi. Nel frattempo però qualcuno ha cominciato a mettere in circolazione esemplari di Ledger Nano X modificati, in apparenza identici agli originali. Il legame tra la nuova proprietà e la manomissione non è stato ancora accertato, ma la coincidenza temporale è uno degli elementi su cui si concentrano i sospetti.

La microspia che legge la frase di recupero

Un hardware wallet è un piccolo apparecchio simile a una chiavetta Usb con uno schermo. Le monete non stanno al suo interno ma restano registrate sulla blockchain, il registro distribuito delle transazioni. Il dispositivo custodisce invece le chiavi segrete tenendole isolate da Internet. Durante la configurazione compare sul display una sequenza di 24 parole, la frase di recupero, che va trascritta e conservata con cura. Funziona come un passpartout perché permette di ripristinare il portafoglio su un altro apparecchio, ma chiunque la possieda può fare lo stesso e prendersi i fondi.

Invece di violare il chip di sicurezza, i ladri hanno scelto di spiare lo schermo. Dentro i Nano X è stata inserita una minuscola scheda clandestina collegata ai circuiti del display, capace di registrare le 24 parole e inviarle a distanza tramite un modulo per la rete mobile con eSim e antenna. Il chip resta intatto e il dispositivo supera persino i controlli di autenticità del produttore. A ricostruire il funzionamento della microspia è stato soprattutto Mark Karpelès, ex amministratore delegato di Mt. Gox, la piattaforma giapponese fallita nel 2014 dopo la scomparsa di centinaia di migliaia di bitcoin. Insieme ai ricercatori di Tibane Labs ha individuato diverse versioni dell’impianto. In una la batteria originale era stata sostituita con una più piccola, in un’altra l’elettronica era nascosta al posto dell’imbottitura sotto lo schermo. Alcuni componenti avevano i numeri identificativi raschiati e l’unico indizio visibile era un sottilissimo filo usato come antenna. Secondo Karpelès un fornitore in Europa starebbe ancora vendendo Ledger spia, segno che il problema va ben oltre CryptoBilis.

Il colpo del 9 ottobre

La fase finale scatta venerdì 9 ottobre 2026, quando centinaia di portafogli vengono svuotati contemporaneamente. Secondo Bitquery, in appena tre secondi 25 wallet sulla rete Tron autorizzano operazioni riconducibili allo stesso soggetto e in meno di un’ora vengono colpiti conti con bitcoin, Ethereum e altre valute digitali. Nelle due settimane precedenti gli autori avevano effettuato piccoli trasferimenti di prova. Bitquery stima 102 milioni di dollari sottratti, circa 88 milioni di euro, da 324 portafogli su sei blockchain, mentre YFarmX parla di 103,4 milioni di dollari, circa 89 milioni di euro, e 530 indirizzi su sette reti. Tether è riuscita a congelare circa 10 milioni di dollari in Usdt, poco meno di 9 milioni di euro. Ledger ha aperto un’indagine e ha chiesto a CryptoBilis di sospendere vendite e spedizioni. Per l’esperto di informatica forense Paolo Dal Checco l’attacco è geniale nella sua semplicità e la stessa tecnica potrebbe in teoria essere applicata a smartphone, tablet e computer.

Fonte: TecnoAndroid

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