Trump come Naruto è diventato il caso che ha fatto esplodere la pazienza di una fetta enorme di appassionati. Il presidente degli Stati Uniti sfrutta da tempo immagini e personaggi della cultura popolare per la sua propaganda, e spesso ci sono finiti dentro volti noti di manga, anime e videogiochi. Stavolta però sembra aver tirato troppo la corda, e la trasformazione nel ninja più famoso del Giappone ha mandato in rivolta una community che fino a poco prima si limitava a borbottare.
La cosa non nasce ieri, sia chiaro. Già a marzo era partita una petizione per chiedere ufficialmente alla Casa Bianca di smettere di usare i personaggi di anime e manga a corredo dei suoi interventi social. All’epoca però non aveva fatto molto rumore, restando un po’ in sordina rispetto alla mole di contenuti che circolano ogni giorno sui social del presidente.
Il video che ha acceso la miccia
La svolta è arrivata il 6 giugno, quando sul suo social Truth è comparso un nuovo video creato con l’intelligenza artificiale che mostra Trump nei panni di Naruto. Per i tanti che hanno seguito la serie è suonato come una specie di sacrilegio. Il filmato, a dirla tutta, mette insieme un mucchio di elementi discutibili, una sorta di mischione di citazioni e riferimenti culturali buttati lì alla rinfusa. Ma c’è un passaggio che ha colpito più degli altri, quello in cui Trump diventa Naruto mentre esegue la tecnica della moltiplicazione del corpo, una delle mosse più riconoscibili del personaggio.
Da quel momento la petizione contro questi metodi comunicativi ha guadagnato visibilità in fretta, raccogliendo firme e alimentando nuove polemiche. Non è del resto il primo episodio del genere. In passato si era già visto Trump trasformato in Master Chief, l’eroe di Halo, in un’immagine ufficiale della Casa Bianca. E perfino il governo giapponese aveva manifestato un certo fastidio per l’uso dei giochi Nintendo a fini di propaganda.
La posizione degli editori giapponesi
Sul fronte legale la casa editrice Shueisha ha fatto sapere che i diritti d’autore delle immagini legate a Naruto appartengono agli studi d’animazione che hanno realizzato la serie. La stessa casa editrice ha aggiunto che l’autore, Masashi Kishimoto, non commenterà la vicenda, scegliendo quindi di tenersi fuori dalla bagarre.
Chi ha firmato la petizione punta più in alto. La richiesta è rivolta al ministero degli Esteri giapponese e all’ambasciata del Giappone negli Stati Uniti, ai quali viene chiesto di garantire il rispetto del valore e della dignità della cultura dei manga e degli anime. Una formulazione che alza il tiro e sposta lo scontro su un piano diplomatico, ben oltre la semplice protesta dei fan online. Per ora nessuno sa quale strada prenderà la faccenda, se ci sarà una risposta concreta da parte delle istituzioni giapponesi oppure se tutto si esaurirà nel chiacchiericcio dei social. Quel che è certo è che un’intera comunità di appassionati ha deciso di non lasciar correre più, trasformando un video in IA nel simbolo di un malcontento che covava da mesi.