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Mini John Cooper Works: gli accessori JCW che esaltano lo spirito racing

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La Mini John Cooper Works porta con sé una storia che parte da lontano, da un nome che per gli appassionati di automobilismo vale quasi come una firma. John Newton Cooper, nato a Surbiton, era un ingegnere, un pilota e un imprenditore britannico che insieme al padre Charles diede vita alla Cooper Car Company. Il suo colpo di genio? Aver spostato il motore dietro nelle monoposto, una scelta che poi ha fatto scuola dalla Formula 1 fino alla 500 di Indianapolis.

Chi era John Cooper e perché il suo nome conta ancora

Nei primi anni Cinquanta tanti piloti britannici hanno mosso i primi passi al volante di una Cooper. Nomi che oggi suonano come leggende: Jack Brabham, Stirling Moss, Bruce McLaren. Ma Cooper non si è fermato alle monoposto. Ha messo mano anche ad alcuni modelli stradali della British Motor Corporation Mini, tra cui la mitica versione che porta il suo nome. Usata nel campionato rally e nel turismo britannico, quella piccola vettura è diventata un’icona di stile capace di conquistare appassionati un po’ ovunque, anche in Italia. Prima di morire, nel 2000, Cooper concesse in licenza a BMW il proprio nome per le versioni più veloci delle Mini, quelle con lo spirito corsaiolo delle origini.

Cosa cambia con gli accessori JCW

La versione personalizzata di questa piccola hot hatch fa l’occhiolino ai puristi con gli accessori special JCW. Il carattere sportivo si legge tutto negli elementi aerodinamici: lo spoiler sul tetto, il diffusore posteriore e le alette, tutti marchiati JCW. E poi c’è la fibra di carbonio, che qui abbonda. La ritrovi nel terminale di scarico e persino nel tappo del serbatoio.

Non mancano i dettagli pensati per le ruote, un omaggio alla storia racing del marchio. I coprimozzo JCW e i cappucci delle valvole completano i cerchi John Cooper Works Lap Spoke da 18 pollici bicolore. La vettura si fa notare nella tinta Indigo Sunset Blue, con componenti bicolor che entrano anche nell’abitacolo. Dentro dominano le finiture Red Line, che danno un tocco grintoso e coerente con quello che si vede fuori.

Veloce anche da ferma

Sotto il cofano batte un motore 4 cilindri turbo da 2 litri, capace di tirare fuori 170 kW, ovvero 231 CV, con una coppia massima di 380 Nm. Lo scatto da 0 a 100 km/h? Sei virgola uno secondi, tanto per intenderci. Numeri che raccontano bene la personalità sportiva di un modello che gli anni non riescono a scalfire.

Il look è quello grintoso di chi guarda al mondo delle corse senza vergognarsene. Personalizzata con gli accessori originali, questa hot hatch mostra una cura quasi maniacale per ogni elemento espressivo, senza però perdere quel piacere di guida che da sempre accompagna il marchio britannico. Un modo per restare fedeli, in fondo, alla filosofia che John Cooper aveva in testa fin dall’inizio.

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