Donald Trump ha dichiarato con enfasi di aver chiesto a Elon Musk e a SpaceX di intervenire per riportare sulla Terra due astronauti della NASA, sostenendo che fossero stati “abbandonati” sulla Stazione Spaziale Internazionale dalla precedente amministrazione. Un annuncio che ha subito fatto il giro dei social, anche grazie al post di Musk su X, in cui il miliardario si è detto pronto ad aiutare. Ma la realtà è un po’ diversa e meno drammatica di come è stata raccontata.
Astronauti bloccati? Ecco la verità sul caso ISS
Williams e Wilmore, i due astronauti in questione, si trovano effettivamente sulla ISS da giugno 2024, ma il loro rientro non è mai stato in discussione. Erano partiti a bordo della navetta CST-100 Starliner di Boeing per una missione che inizialmente doveva durare solo otto giorni. Poi sono emersi problemi tecnici ai propulsori della capsula, che hanno spinto la NASA a decidere per un rientro senza equipaggio della Starliner, lasciando i due astronauti sulla stazione in attesa di un volo alternativo. La soluzione è stata trovata con la missione Crew-9 di SpaceX, che ha raggiunto la ISS a settembre con una navetta Crew Dragon, la stessa che li riporterà a casa.
Il rientro era già stato programmato per marzo, ma ha subito un ritardo a causa di un posticipo della successiva missione Crew-10, spostata a fine marzo. Di conseguenza, anche la partenza di Williams e Wilmore è slittata ad aprile. Insomma, tutto era sotto controllo e non c’era nessuna emergenza. La NASA ha sempre chiarito che, in caso di necessità, i due astronauti avrebbero potuto tornare sulla Terra con una delle capsule attraccate alla stazione. L’idea che fossero bloccati nello spazio per una negligenza della precedente amministrazione è quindi priva di fondamento.
L’intervento di Trump e Musk ha inevitabilmente suscitato reazioni, con alcuni che hanno visto nella loro dichiarazione un tentativo di politicizzare una questione puramente tecnica. L’ex amministratore della NASA, Bill Nelson, aveva già spiegato mesi fa che la decisione di prolungare la missione era basata su valutazioni di sicurezza e non su interferenze politiche. Williams e Wilmore, dal canto loro, si sono detti felici di poter trascorrere più tempo sulla ISS, continuando il loro lavoro senza particolari preoccupazioni.