Truffe online sempre più credibili, al punto che capita di ritrovarsi su quella che sembra la pagina ufficiale di un negozio conosciuto e invece è un clone costruito alla perfezione. Dietro c’è un nome che ormai conosciamo bene, l’intelligenza artificiale, capace di trasformare in pochi minuti un’operazione che un tempo richiedeva mesi di lavoro e competenze tecniche di alto livello. E il bello, si fa per dire, è che sul dark web esistono veri e propri abbonamenti a servizi di phishing pronti all’uso.
Come ci si protegge dalle truffe?
Hervé Lambert, Global Consumer Operations Manager di Panda Security, lo dice senza giri di parole. L’intelligenza artificiale ha abbassato drasticamente la soglia d’ingresso al cybercrimine. Quello che prima esigeva conoscenze specialistiche ora può essere creato più in fretta, replicato su larga scala e personalizzato in modi che per l’utente comune diventano davvero difficili da smascherare.
Detto in parole povere, l’intelligenza artificiale non serve soltanto a scrivere email, generare immagini, automatizzare le piccole attività di tutti i giorni o riassumere un libro. Le stesse funzioni finiscono sempre più spesso nelle mani dei criminali del web, che le usano per campagne di phishing, distribuzione di malware, deepfake e altro ancora. Il tutto con una tecnologia diventata accessibile a chiunque.
Il risultato è un ambiente digitale dove i contenuti falsi sembrano veri, i messaggi fraudolenti appaiono legittimi e gli attacchi si moltiplicano con una frequenza che prima non si vedeva. La barriera d’ingresso è bassa, gli attacchi sono più furbi, automatizzati e complicati da individuare.
Come proteggersi dalle truffe online sempre più credibili
Se le truffe diventano così convincenti, allora difendersi in modo serio non è più un optional. Lambert mette l’accento su tre gesti semplici. Rallentare, verificare le richieste che arrivano senza preavviso e rendere più solida la sicurezza di ogni account e di ogni dispositivo. La prima regola è non fidarsi di tutto ciò che passa sotto gli occhi, perché potrebbe essere costruito ad arte. Un po’ di sano scetticismo davanti a qualsiasi comunicazione cambia parecchio le cose.
Poi serve riconoscere i segnali. Quel senso di urgenza che spinge ad agire subito, l’idea di un pericolo imminente, l’offerta troppo bella per essere vera. Anche un link che spunta dal nulla, mai richiesto, è un campanello d’allarme che racconta più di quanto sembri.