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Trasferire credito da una SIM all’altra resta una possibilità concreta per chi ha una linea mobile ricaricabile, e i due strumenti che TIM mette a disposizione si chiamano Ti Ricarico e Paghetta. Servizi tutt’altro che nuovi, disponibili da anni nel catalogo dell’operatore, che consentono di spostare una parte del proprio credito residuo verso un altro numero TIM ricaricabile. Nessuna attivazione preventiva richiesta, nessun abbonamento da sottoscrivere: bastano una chiamata e la scelta dell’importo.
La differenza tra i due sta soprattutto nella logica di funzionamento. Ti Ricarico di TIM serve per un singolo trasferimento, una tantum, scegliendo uno degli importi previsti. Paghetta, invece, ragiona in modo ricorrente: imposta un trasferimento automatico e periodico verso un numero TIM ricaricabile, con cadenza di 7, 15 o 30 giorni. In entrambi i casi le cifre trasferibili sono le stesse, ovvero 2 euro, 5 euro, 10 euro oppure 15 euro. Nulla di più, nulla di meno.
Come si attivano e quanto costano
L’operazione si fa in autonomia chiamando gratuitamente il 40916 e seguendo la voce guida, che accompagna passo passo fino alla conferma. Chi preferisce parlare con una persona in carne e ossa può contattare il Servizio Clienti TIM al 119 e chiedere che sia l’operatore a occuparsene. Entrambi i servizi sono riservati ai clienti privati con linea mobile ricaricabile e non necessitano di alcuna attivazione anticipata.
Una precisazione utile riguarda chi ha il piano tariffario TIM Base 25 New: in questo caso il numero 40916 potrebbe non risultare raggiungibile, quindi l’unica strada percorribile per usare Ti Ricarico di TIM e Paghetta resta il 119. Sui costi, le cifre sono contenute ma vale la pena conoscerle in anticipo. Ogni trasferimento effettuato con Ti Ricarico di TIM comporta un addebito di 1 euro IVA inclusa. Con Paghetta il conto cambia a seconda del canale scelto: 50 centesimi per ciascuna operazione se si passa dal 40916 con la voce guida, oppure 1 euro se ci si affida al Servizio Clienti al 119. Una differenza piccola sulla singola operazione, che però su trasferimenti ripetuti per mesi qualcosa incide.
Limiti, soglie e regole da tenere a mente
Il primo paletto riguarda la natura del credito residuo: si può trasferire soltanto quello acquistato, mentre eventuali bonus o crediti promozionali restano esclusi. Il tetto massimo è di 30 euro al mese, valido sia per chi invia sia per chi riceve, a prescindere da quante operazioni vengano effettuate nell’arco dei trenta giorni. C’è poi una soglia minima di sicurezza. Per completare il trasferimento, il credito acquistato deve superare l’importo da spostare di almeno 2 euro con Ti Ricarico di TIM e di almeno 1,50 euro con Paghetta. Tradotto in numeri concreti: per inviare 10 euro serve avere più di 12 euro sul conto nel primo caso, più di 11,50 euro nel secondo.
Chi sceglie Paghetta imposta il numero TIM ricaricabile di destinazione e la periodicità desiderata, con il primo trasferimento che parte il giorno successivo all’attivazione. È possibile tenerne attive fino a due contemporaneamente, mentre la durata continuativa del servizio non può superare i 6 mesi. Interrompere è sempre possibile, in qualsiasi momento, con eventuale riattivazione successiva. Se al momento del trasferimento programmato il credito acquistato non basta, l’operazione viene semplicemente saltata senza alcun addebito e il servizio resta attivo per le scadenze successive. Il credito che arriva sul numero destinatario, infine, confluisce nel suo credito residuo e, secondo quanto indicato da TIM, non si cumula con altre offerte promozionali.











