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Una risposta buttata lì dal palco della D23 Expo in California ha riportato al centro dell’attenzione The Simpsons: Hit & Run, il gioco che nel 2003 provò a trasportare Springfield dentro la formula di Grand Theft Auto. Merito di Matt Groening, creatore della serie animata, che a un fan curioso di sapere qualcosa su un eventuale nuovo film del franchise ha risposto con una frase che ha immediatamente fatto il giro degli appassionati: “Penso che il gioco originale tornerà in qualche forma”.
Il condizionale, però, resta obbligatorio. Perché quella non è stata una conferma nel senso pieno del termine, nessun annuncio preparato, nessun trailer, nessuna finestra di lancio. Solo una battuta, o meglio un’ammissione a mezza voce, arrivata in mezzo a un botta e risposta con il pubblico. Il tipo di dichiarazione che nel mondo dei videogiochi vale tantissimo e allo stesso tempo pochissimo, dipende da come si guarda.
Cosa lascia intendere la frase di Groening
La lettura più immediata porta verso un remake oppure una versione rimasterizzata. Sono due cose diverse, vale la pena chiarirlo per chi non mastica il gergo del settore. Nel primo caso si parla di un gioco ricostruito, con grafica rifatta e spesso qualche aggiustamento al modo in cui si gioca. Nel secondo si prende il titolo originale e lo si ripulisce, risoluzioni più alte, controlli più moderni, senza toccare l’impianto di base. Groening non ha specificato quale delle due strade sia sul tavolo, e nemmeno ha nominato piattaforme o tempistiche.
Quel “in qualche forma” lascia volutamente aperte le porte. Potrebbe essere una riedizione fedele, potrebbe essere qualcosa di più ambizioso. Al momento l’unica certezza è che il nome di The Simpsons: Hit & Run è tornato a circolare, e non per l’ennesima voce di corridoio, ma per bocca di chi ha inventato la famiglia gialla più famosa della televisione.
Perché quel gioco del 2003 è rimasto nel cuore di tanti
Chi c’era se lo ricorda bene. The Simpsons: Hit & Run arrivò su PC e sulle console di quella generazione, quindi PlayStation 2, la prima Xbox e GameCube. Un periodo in cui il genere dei mondi aperti stava esplodendo, con Grand Theft Auto Vice City che aveva appena mostrato i muscoli e riscritto le regole di cosa si potesse fare in una città virtuale. L’idea di prendere quella struttura e calarla dentro Springfield, con le auto, le missioni, i personaggi della serie e un umorismo tarato sul cartone, funzionò meglio del previsto.
Il gameplay era dichiaratamente ispirato a quella scuola, ma senza la violenza che caratterizzava il modello di riferimento. Un adattamento che riusciva a essere fedele allo spirito del cartone e a intercettare nello stesso tempo la moda del momento. È anche per questo che negli anni la richiesta di un ritorno non si è mai davvero spenta, tra progetti amatoriali e continue segnalazioni dei fan sui social.
Va detto che intorno a un eventuale ritorno non ci sono ancora conferme ufficiali da parte di Disney, che detiene il franchise, né indicazioni su chi si occuperebbe dello sviluppo. Groening ha parlato in un contesto pubblico e informale, il che rende la sua uscita interessante ma non equiparabile a un comunicato. Del nuovo film del franchise, che era il vero oggetto della domanda del fan, non sono emersi dettagli aggiuntivi durante lo scambio.










