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Un seguito per The Blood of Dawnwalker non è più soltanto un’ipotesi da corridoio, perché il team di Rebel Wolves ha già cominciato a muoversi in quella direzione, e lo ha fatto nel modo più concreto possibile: cercando qualcuno che scriva il prossimo capitolo. Nessun annuncio ufficiale con trailer e logo, nessuna conferenza. Solo un messaggio su LinkedIn, firmato dal narrative director dello studio, che vale però più di molti comunicati stampa.
L’autore del post è Jakub Szamalek, volto noto del reparto narrativo dello studio polacco, che ha pubblicato un annuncio di ricerca personale piuttosto eloquente. Serve un lead writer, uno sceneggiatore capo, che affianchi lui e il resto del team narrativo nella costruzione della prossima storia. Parole sue: il gioco è stato accolto con grande successo dalla critica e ha superato il milione di copie vendute nel primo fine settimana, ma nessuno ha intenzione di adagiarsi sugli allori. Anzi, il pensiero è già rivolto a quello che verrà dopo.
Un lead writer da assumere e una saga da costruire
Il passaggio più interessante del messaggio riguarda il modo in cui Szamalek descrive il progetto. Non parla di un gioco isolato o di un’espansione, ma del prossimo capitolo della saga di Dawnwalker. Una scelta di vocabolario che dice molto: Rebel Wolves non vede il proprio esordio come un colpo secco, bensì come il primo tassello di qualcosa di più ampio, con personaggi e mondo destinati a tornare.
Va detto anche l’ovvio, senza girarci troppo intorno. Se un team è ancora nella fase in cui cerca lo sceneggiatore principale, significa che il lavoro è appena agli inizi. Nessuna data, nessuna piattaforma annunciata, nessun dettaglio sulla trama. Quello che c’è, però, è la conferma che un The Blood of Dawnwalker 2, o come verrà chiamato il seguito dell’action RPG, è effettivamente in programma e non semplicemente auspicato.
Il milione di copie e l’effetto sul futuro dello studio
Il dato di vendita spiega buona parte della fretta. Superare il traguardo del milione di copie in pochi giorni, per uno studio nato di recente e al suo primo titolo, è il tipo di risultato che sblocca budget, assunzioni e piani a lungo termine. In una fase in cui molte produzioni ad alto costo faticano a rientrare delle spese, un debutto del genere cambia il peso specifico di un intero team all’interno del settore. Non che tutto sia filato liscio. La versione PC ha creato qualche grattacapo, con problemi segnalati dai giocatori sui quali lo studio è intervenuto pubblicamente per chiarire la situazione e indicare la strada delle correzioni. Un capitolo laterale rispetto alla notizia del sequel, ma utile per inquadrare il momento: da un lato numeri da grande esordio, dall’altro il lavoro di rifinitura tecnica che accompagna quasi sempre i lanci di questa portata.
Resta il fatto che il gradimento della critica e quello del pubblico si sono allineati, cosa non così frequente, e questo ha dato a Rebel Wolves il margine per pensare in grande già a distanza di poco tempo dall’uscita. La ricerca di uno sceneggiatore capo, in questo senso, è un segnale di metodo: prima la scrittura, poi tutto il resto. Un approccio che rispecchia la natura stessa del progetto, costruito attorno a una narrazione che è stata uno dei suoi punti di forza più citati.
Chi ha seguito le vicende dello studio sa quanto la componente narrativa sia centrale nella sua identità, e la scelta di ripartire proprio da lì per il prossimo Dawnwalker difficilmente sorprenderà. Il messaggio di Szamalek, dopo tutto, si chiude con un rullo di tamburi ideale e un posto di lavoro da coprire.








