A sette anni dalla fine di The Big Bang Theory, uno dei personaggi più defilati della sit-com si prende finalmente la ribalta. Parliamo di Stuart, il timido e sfortunato proprietario del negozio di fumetti, che ora diventa protagonista assoluto di un nuovo spin-off ideato da Chuck Lorre e attualmente in onda su CBS. Una scelta che, a pensarci bene, ha qualcosa di sorprendente. Perché proprio lui?
Sembra ieri, eppure sono passati davvero sette anni da quel 2019, l’anno in cui la sit-com che ha fatto la storia della televisione chiudeva i battenti. Il finale, va detto, resta ancora oggi tra i più apprezzati mai scritti per il piccolo schermo. Ogni personaggio aveva trovato il suo posto, la sua quadra. Da Leonard a Sheldon, nessuno era rimasto in sospeso. Tutti felicemente sistemati, ognuno con la propria conclusione degna di questo nome.
Perché la scelta è caduta proprio su di lui
Ed è qui che la faccenda si fa interessante. In un cast pieno di scienziati brillanti e personalità ingombranti, Stuart è sempre stato quello ai margini. Il gestore del comic book store, quello che spesso veniva dimenticato, ignorato, lasciato indietro. Un personaggio secondario nel senso più pieno del termine. Eppure proprio questa sua natura periferica, questa capacità di stare sullo sfondo senza mai rubare la scena, potrebbe rappresentare la carta vincente per costruire una storia tutta nuova.
Chuck Lorre lo conosce bene, questo terreno. Ha già dimostrato con Young Sheldon di saper prendere un frammento dell’universo di The Big Bang Theory e trasformarlo in qualcosa di autonomo, capace di reggersi sulle proprie gambe. Lo spin-off dedicato a Stuart segue una logica simile, ma con un ingrediente diverso. Qui non c’è un genio della fisica al centro, bensì un uomo comune, con le sue insicurezze e le sue piccole vittorie quotidiane.
Cosa aspettarsi da questo ritorno
L’operazione è a suo modo coraggiosa. Puntare su un personaggio che nella serie madre non era mai stato in prima linea significa scommettere sulla curiosità del pubblico e sull’affetto accumulato in tutti questi anni. Chi ha seguito The Big Bang Theory ricorderà bene le disavventure di Stuart, il suo umorismo malinconico, quella sensazione costante di essere sempre un passo indietro rispetto agli altri.
Il ritorno in onda su CBS riporta quindi in vita un pezzo di quel mondo, ma da una prospettiva completamente ribaltata. Non più il gruppo di amici scienziati, non più le dinamiche già viste mille volte, ma qualcosa che prova a raccontare l’ordinario con lo stesso spirito che aveva reso amabile la serie originale. Chuck Lorre sembra intenzionato a proseguire su questa strada, esplorando angoli dell’universo narrativo che finora erano rimasti in ombra.
Resta il fatto che, dopo tutto questo tempo, l’idea di rivedere Stuart al centro di tutto ha un fascino particolare. È il classico caso della comparsa che si prende la rivincita, del personaggio marginale che finalmente ottiene la sua occasione. E in fondo, chi meglio di lui poteva incarnare quel tipo di racconto fatto di piccole cose e umanità autentica?


