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L’app Tesla Robotaxi è sbarcata ufficialmente sugli store digitali di mezzo mondo, Italia compresa, ma prenotare una corsa senza conducente per le strade di Roma o Milano resta ancora un’ipotesi lontana. L’applicazione si può scaricare sia da App Store sia da Google Play Store in Paesi come Regno Unito, Australia, Germania, Italia, Svezia e Singapore. Le auto però restano tutte negli Stati Uniti e l’arrivo delle Model Y senza autista, del Cybercab e del FSD sulle nostre strade non è affatto dietro l’angolo.
Il passo avanti rispetto al recente passato è comunque evidente. Durante la fase beta della scorsa estate l’accesso passava attraverso una lunga lista d’attesa, mentre ora le porte si sono aperte con molta più rapidità. A questo si somma il debutto della versione Android, arrivata la scorsa primavera, che ha chiuso quasi un anno di esclusiva riservata agli iPhone. Oggi chiunque installi l’app Tesla Robotaxi può prenotare un passaggio, con una condizione molto precisa: bisogna trovarsi fisicamente in una delle zone in cui il servizio è attivo.
Sette città americane e orari più lunghi ad Austin
Ed è proprio qui che il quadro si restringe parecchio. Malgrado la distribuzione del software in decine di Paesi, le flotte autonome della casa di Elon Musk non hanno mai varcato i confini statunitensi. Il servizio Robotaxi funziona attualmente soltanto in sette città americane, cioè Austin, San Francisco, Dallas, Houston, Miami, Orlando e Tampa. Una mappa che copre Texas, Florida e California ma che per il momento si ferma lì.
Un discorso a parte lo merita il Cybercab, il veicolo progettato apposta per questo tipo di servizio e del tutto privo di volante. Le corse a bordo di questo modello sono per ora limitate alla sola Austin, anche se alcuni esemplari sono stati avvistati in altri mercati già operativi come Miami e Dallas. Proprio la città texana ospita la novità più fresca: dalla scorsa settimana l’azienda ha prolungato gli orari di operatività, estendendo la fascia dedicata alle corse commerciali fino alle 23:00.
Le regole europee frenano Full Self Driving e Robotaxi
La rete fisica, insomma, non ha tenuto il passo dell’espansione digitale. Il mese scorso Musk ha lasciato intendere che il Cybercab potrebbe presto arrivare anche in Europa, ma più che di una vera tabella di marcia si tratta di una dichiarazione di intenti. L’ostacolo principale è di natura normativa. I legislatori europei non hanno ancora raggiunto un accordo per approvare a livello comunitario né il sistema Full Self Driving (FSD) in modalità supervisionata né il servizio di taxi autonomo.
Davanti a questo scenario la strategia di breve periodo appare piuttosto lineare. Tesla punterà prima ad allargare la copertura all’interno degli Stati Uniti, aggiungendo nuove aree geografiche, e solo in un secondo momento avvierà un’espansione internazionale vera e propria. Nel frattempo la presenza dell’applicazione sugli store esteri risponde a uno scopo molto concreto, ovvero offrire una comodità ai viaggiatori.
Chi programma un viaggio oltreoceano può infatti installare e configurare l’app Tesla Robotaxi prima della partenza, così da ritrovarsi già pronto una volta atterrato in una delle città servite. Per vedere una di queste vetture muoversi da sola sulle strade europee, invece, l’attesa sarà lunga: una corsa a bordo di un Robotaxi nel Vecchio Continente rimane per ora soltanto un obiettivo a lungo termine.
Fonte: TecnoAndroid







