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Tesla ha ottenuto da un gruppo di banche, tra cui Citi e Wells Fargo, tre nuove linee di credito per un valore complessivo di 30 miliardi di dollari, pari a circa 26 miliardi di euro. La notizia è arrivata con un deposito regolamentare, nel quale l’azienda specifica che al momento della firma non aveva ancora toccato un solo dollaro di queste risorse. Il tempismo però non passa inosservato, perché l’accordo arriva proprio mentre il flusso di cassa del gruppo è tornato in territorio negativo.
Il contesto è quello di una casa automobilistica che ha chiuso il secondo trimestre 2026 con 480.126 veicoli consegnati, il miglior risultato di sempre per quel periodo dell’anno, e che ha già messo sul tavolo un piano di investimenti superiore ai 21 miliardi di euro. I soldi sono destinati a robotaxi, robot Optimus, batterie e intelligenza artificiale. Secondo l’azienda la nuova linea di credito completa un quadro di spesa in crescita e garantisce un margine di manovra più ampio prima ancora che quei progetti inizino ad assorbire davvero il capitale previsto.
Un paracadute finanziario senza garanzie su beni specifici
Nel documento la società chiarisce che, sulla base delle informazioni attuali, non prevede di utilizzare questi fondi nel corso del 2026. Non si parla quindi di nuovo debito già sulle spalle del costruttore, ma di una riserva pronta all’occorrenza. A rendere la mossa più interessante c’è il fatto che nello stesso trimestre il flusso di cassa di Tesla è sceso sotto lo zero, cosa che non accadeva dall’inizio del 2024. Ecco perché quei 30 miliardi disponibili fanno discutere, anche se per ora restano soltanto una scorta da usare in caso di necessità.
Il pacchetto è diviso in tre parti distinte. La più consistente vale circa 17 miliardi di euro e potrà essere sfruttata nei prossimi tre anni. Accanto a questa ci sono una linea da circa 7 miliardi di euro disponibile per cinque anni e un’altra da circa 1,7 miliardi con una durata di 364 giorni. Nessuna delle tre richiede garanzie su beni specifici, il che significa che Tesla può accedere ai finanziamenti senza dover vincolare fabbriche, auto o altri asset aziendali. Contestualmente l’azienda di Elon Musk ha chiuso una vecchia linea di credito da circa 4,3 miliardi di euro che non era mai stata utilizzata. Il nuovo accordo dunque non copre alcun debito esistente ma si limita a sostituire quello precedente, con una disponibilità sei volte superiore e scadenze decisamente più lunghe.
Gli investimenti in AI, robot e nuove infrastrutture
Le casse del gruppo contano già circa 37 miliardi di euro, eppure nell’ultimo trimestre le spese per nuovi progetti e infrastrutture sono più che raddoppiate, arrivando a circa 7,3 miliardi di euro. E il conto è destinato a salire, visto che nei prossimi anni sono in programma forti investimenti nell’intelligenza artificiale e nei data center, oltre che nei robotaxi, nei robot Optimus, nelle batterie e negli stabilimenti produttivi.
Alla lista si aggiungono progetti legati ai semiconduttori e al solare in Texas. Nel complesso Tesla indica un programma che potrebbe superare i 21 miliardi di euro, la stessa cifra già comunicata al mercato in occasione dei risultati del secondo trimestre, anche se una somma precisa per il solo 2026 non è stata ancora fissata. Sullo sfondo pesano una crescita più lenta rispetto al 2023 e le scorte di auto elettriche rimaste invendute, due elementi che potrebbero spingere la società a intaccare per la prima volta questa riserva.
Tenere a disposizione una somma del genere ha comunque un prezzo. Per mantenere aperte le linee di credito l’azienda deve infatti versare alcune commissioni anche senza utilizzarle, un costo contenuto se confrontato con la possibilità di avere una grossa riserva di liquidità pronta all’uso senza dover cercare nuovi capitali proprio nel momento in cui gli investimenti aumentano. L’operazione non appare pensata per coprire le spese quotidiane o tappare un buco nei conti, ma per costruire un cuscinetto finanziario molto più ampio mentre Tesla si prepara a spendere parecchio su intelligenza artificiale, robotaxi, robot e nuove infrastrutture.
Fonte: TecnoAndroid








