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Un nuovo brevetto Tesla descrive una soluzione battezzata Electric Fan Car, cioè un sistema che sfrutta quattro ventole elettriche intubate integrate nel diffusore posteriore per creare una zona di aspirazione sotto il pianale. E anche questa volta gli indizi sembrano portare nella stessa direzione, quella della nuova Roadster.
Il documento arriva a pochi giorni di distanza da un altro brevetto molto discusso, quello dedicato a un’ala posteriore attiva a due elementi pubblicato dall’USPTO il 24 settembre. Si tratta di due soluzioni aerodinamiche diverse ma con ogni probabilità legate allo stesso progetto. Il quadro che emerge è quello di un’azienda impegnata su più fronti contemporaneamente per risolvere un problema preciso, ovvero gestire il carico aerodinamico alle diverse velocità.
Come funziona il sistema con quattro ventole nel diffusore
Il brevetto US 12,746,987 B1 è stato concesso dall’USPTO il 29 settembre 2026. Tesla lo aveva depositato nel gennaio 2024 partendo da una domanda provvisoria presentata nel gennaio 2023. Il funzionamento è piuttosto lineare. Nella parte inferiore della vettura, tra le ruote posteriori, si trova un ingresso collegato a un condotto che conduce verso un’ampia uscita nel diffusore. Qui sono sistemate quattro ventole assiali affiancate e separate da tre elementi verticali. Una volta attivate aspirano l’aria da sotto il veicolo e la spingono all’indietro, generando una zona di bassa pressione che fa crescere la deportanza.
Il vantaggio principale, secondo la casa americana, sta nella possibilità di ottenere carico aerodinamico a prescindere dalla velocità dell’auto. I diffusori tradizionali infatti mostrano dei limiti quando si procede piano e possono produrre una spinta verso il basso eccessiva quando si va molto forte. Il documento descrive anche una seconda configurazione con due prese laterali più piccole, pensate per evitare che le ventole pescano aria dalla parte posteriore anziché da sotto il pianale. In questo modo non si spreca energia inutilmente.
Per l’alimentazione non servirebbe nulla di aggiuntivo. Le ventole elettriche attingerebbero allo stesso pacco batterie ad alta tensione che muove le ruote, senza bisogno di un motore o di un accumulatore separati. Il sistema sarebbe collegato ai controlli della vettura e potrebbe entrare in funzione manualmente con un pulsante oppure in automatico al raggiungimento di determinate velocità.
Nei disegni c’è una Model S ma il pensiero va alla Roadster
Le illustrazioni allegate al brevetto mostrano una Model S, un dettaglio curioso visto che Tesla ha fermato la produzione di questo modello e della Model X nell’aprile 2026. Per questo l’attenzione finisce quasi inevitabilmente sulla Roadster, l’unica sportiva ad alte prestazioni ancora prevista nella futura gamma del marchio. Oltre all’ala posteriore già citata, nel 2025 l’azienda aveva registrato un’altra soluzione con ventole sotto il pianale e minigonne mobili. Un lavoro tecnico che sembra procedere in parallelo su diverse strade, con la Roadster come possibile traguardo comune.
Va detto che le auto con ventole dedicate alla deportanza non sono una novità assoluta. Soluzioni simili sono state adottate in passato da Chaparral, Brabham e Gordon Murray, mentre McMurtry ha sviluppato la Spéirling elettrica. La particolarità della proposta Tesla sta nell’integrazione delle ventole direttamente nel diffusore, senza elementi aggiuntivi sotto la vettura per sigillarla al terreno. Ne risulta un sistema più compatto rispetto a quelli visti su quelle auto, che spesso avevano bisogno di minigonne o guarnizioni specifiche per funzionare a dovere.
Sul fronte della presentazione ufficiale della Roadster c’è stato intanto un piccolo slittamento. L’evento è stato rinviato di due settimane, dal 1° al 15 ottobre, a causa delle condizioni meteo previste a Waco. Nello stesso periodo la FAA aveva chiuso lo spazio aereo sopra il sito di test di SpaceX a McGregor, a pochi minuti dalla città texana, alimentando nuove speculazioni su una possibile dimostrazione di volo legata al famoso SpaceX Package.
Fonte: TecnoAndroid








