In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Una super tempesta solare paragonabile al celebre Evento di Carrington, il fenomeno che a suo tempo colse il mondo completamente alla sprovvista, che effetti avrebbe oggi su persone e macchine? Se lo sono chiesti gli scienziati e i ricercatori dello USGS, che hanno cercato di rispondere con uno studio dedicato proprio a questo scenario. Non si tratta di fantascienza né di un esercizio teorico fine a se stesso, perché una tempesta geomagnetica di quella portata potrebbe ripresentarsi e mettere alla prova infrastrutture che diamo per scontate ogni giorno.
Un piccolo assaggio di cosa possa combinare il Sole quando si agita è arrivato l’11 novembre 2025. Quella notte un’aurora boreale, di solito riservata a luoghi come il Canada o l’Alaska, ha lasciato a bocca aperta gli abitanti degli Stati Uniti che hanno avuto la curiosità di alzare gli occhi al cielo. Dietro lo spettacolo però c’era anche qualche disagio concreto, come un’interruzione di circa 30 minuti delle trasmissioni radio ad alta frequenza in Europa, Africa e Asia.
Lo stesso episodio ha fatto slittare il lancio del satellite ESCAPADE della NASA. Gli esperti hanno voluto sottolineare che quell’aurora fuori programma è servita a ricordare che il Sole si trova ancora in una fase attiva e che, di conseguenza, aumenta il potenziale di eventi meteorologici spaziali capaci di influenzare le tecnologie terrestri da cui dipendiamo quotidianamente. Tra questi eventi rientra anche, appunto, una super tempesta solare.
Perché la rete elettrica è il punto debole
A spiegare quali sarebbero le possibili ricadute è Jeffrey J. Love, geofisico dello USGS e consulente per la ricerca geomagnetica. Le sue parole non lasciano molto spazio all’interpretazione: “Questo studio dimostra che un’intensa tempesta magnetica potrebbe essere molto più pericolosa di quanto il settore della trasmissione di energia elettrica sia preparato ad affrontare. Queste grandi tempeste sono eventi che si verificano una volta ogni 100 anni, quindi, sebbene rari, possono comunque avere conseguenze potenzialmente gravi”. Il bersaglio principale, insomma, sarebbe la rete elettrica.
Per capire il motivo bisogna parlare dei campi geoelettrici. Sono correnti elettriche naturali che scorrono nel sottosuolo quando le tempeste solari perturbano il campo magnetico terrestre. Non si comportano allo stesso modo ovunque, perché la loro intensità dipende molto dalla geologia locale e in certe aree possono risultare decisamente più forti che in altre. Proprio questa variabilità rende alcune zone più vulnerabili di altre di fronte a un fenomeno estremo.
Le aree degli Stati Uniti più a rischio
Lo studio ha messo insieme decenni di dati geomagnetici e misurazioni della conduttività terrestre raccolte in tutto il paese. Il risultato indica che le regioni orientali e quelle del Midwest degli Stati Uniti sarebbero le più colpite. Il motivo sta nel substrato roccioso sotto questi territori, più esposto a campi geoelettrici carichi in grado di interferire con i sistemi di alimentazione. E non sono zone qualsiasi, dato che ospitano molti dei maggiori centri abitati e delle infrastrutture critiche del paese.
Gli scienziati sono convinti che le tempeste geomagnetiche, con le loro aurore boreali, continueranno a presentarsi con una certa regolarità. Sul fronte della gravità lo studio offre un messaggio rassicurante, perché la maggior parte di questi episodi sarà di lieve entità. Allo stesso tempo i ricercatori invitano a non abbassare la guardia, visto che la possibilità di una super tempesta solare rimane del tutto concreta.
Fonte: TecnoAndroid


