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Telescopio Swift della NASA verso la caduta: frammenti a terra?

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Il telescopio spaziale Swift della NASA si avvia verso la fine della sua lunga carriera con un rientro incontrollato nell’atmosfera terrestre. Il rischio era noto da tempo, ma adesso è arrivata la conferma che l’osservatorio, grande più o meno quanto un’automobile, non riuscirà a evitare una discesa senza alcuna possibilità di guida da terra. Il dettaglio che ha attirato l’attenzione è un altro però, perché alcuni frammenti della struttura potrebbero resistere al passaggio attraverso l’atmosfera e arrivare fino alla superficie.

Si chiude così un capitolo importante per l’astronomia. Per quasi 22 anni il Neil Gehrels Swift Observatory ha puntato i suoi strumenti verso le esplosioni più potenti dell’universo, raccogliendo dati su fenomeni tanto violenti quanto rapidi da intercettare. Oggi quel lavoro si ferma per un motivo molto concreto, cioè la perdita di quota. Il satellite è sceso troppo per continuare a funzionare in modo regolare e la sua orbita non permette più di proseguire la missione.

Un osservatorio da 1.500 chilogrammi in caduta

Qualche numero aiuta a capire di cosa si sta parlando. Swift è stato lanciato nel novembre 2004 e ha una massa di circa 1.500 chilogrammi. Non si tratta quindi di un piccolo satellite o di un frammento di detrito, ma di un oggetto voluminoso e pesante, con dimensioni paragonabili a quelle di un’auto. Proprio questa combinazione tra peso e grandezza spiega perché si parli della possibilità che qualche pezzo sopravviva alla discesa invece di dissolversi del tutto.

Il termine rientro incontrollato va letto alla lettera. Significa che non ci sarà una manovra pianificata per indirizzare l’osservatorio verso una zona precisa del pianeta e che la traiettoria finale dipenderà dal progressivo decadimento dell’orbita. È questo l’aspetto che rende la situazione delicata, perché senza un controllo diretto diventa difficile stabilire con largo anticipo dove potrebbero finire gli eventuali resti.

Va detto che il destino del telescopio non arriva come una sorpresa. Il pericolo era già stato messo in conto, ed è cambiato soltanto il livello di certezza. Prima c’era una probabilità, adesso c’è la conferma che la parabola dell’osservatorio si concluderà con una caduta verso la Terra.

Le date previste per il rientro di Swift

Sul fronte delle tempistiche le previsioni indicano una finestra piuttosto ristretta. Il rientro di Swift potrebbe avvenire nei primi giorni di novembre, indicativamente tra il 3 e il 5. Si tratta però di stime e non di un appuntamento fissato sul calendario, visto che la finestra temporale resta soggetta a continui aggiornamenti man mano che l’orbita del satellite si abbassa.

Questa incertezza è del tutto normale per un oggetto che scende senza alcuna guida. I calcoli vengono rivisti con regolarità e la data potrebbe spostarsi leggermente in avanti o all’indietro rispetto alle indicazioni attuali. Più ci si avvicina al momento della discesa, più le stime tendono a diventare precise, anche se un margine di imprecisione resta sempre presente fino alle ultime fasi.

Per l’agenzia spaziale americana si tratta della fine di una missione durata molto più a lungo di quanto immaginabile al momento del lancio. Quasi due decenni di osservazioni astronomiche hanno fatto di Swift uno strumento prezioso per lo studio dei fenomeni cosmici più estremi. Ora la sua storia si avvia alla conclusione, con l’attenzione concentrata sulla traiettoria degli ultimi giorni e sui frammenti che potrebbero raggiungere il suolo all’inizio di novembre, tra il 3 e il 5 secondo le stime più recenti.

Fonte: TecnoAndroid

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