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PlayStation Plus: le prove gratuite come vantaggi fanno discutere

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Sony ha deciso di ampliare l’offerta di PlayStation Plus con una serie di nuovi vantaggi per gli abbonati, fatta di prove gratuite e sconti su servizi e prodotti che vanno oltre il mondo dei videogiochi. Sulla carta l’iniziativa avrebbe dovuto rendere l’abbonamento più ricco, ma a giudicare dalle prime reazioni ha lasciato piuttosto freddi molti iscritti. Il pacchetto comprende tra le altre cose tre mesi di YouTube Premium, periodi di prova per DAZN, Audible e Sony Pictures Core e uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati direttamente tramite PlayStation.

Non è tutto. Chi è iscritto al servizio può contare anche su un risparmio del 10% sui prodotti dedicati al gaming e all’audio acquistati attraverso Sony Electronics, mentre per chi cerca un momento di tranquillità arriva una prova di due mesi di Calm Premium. Si tratta di un elenco piuttosto variegato, pensato evidentemente per intercettare interessi diversi tra loro, che però ha acceso più di qualche discussione tra i giocatori.

Le critiche della community sulle prove gratuite

La community non ha accolto la novità in modo unanime. Sui social parecchi utenti hanno puntato il dito soprattutto contro un aspetto preciso, cioè la scelta di presentare le prove gratuite come veri e propri benefici compresi nell’abbonamento. “In che modo una prova gratuita sarebbe un vantaggio?” si è chiesto qualcuno, mentre un altro iscritto ha fatto notare che “definire le prove gratuite dei vantaggi è un’esagerazione”.

Alcuni commenti sono andati ancora oltre. Secondo questi utenti le offerte servirebbero principalmente a spingere gli abbonati verso altri servizi a pagamento, più che a garantire contenuti realmente inclusi nella sottoscrizione. Tra le idee emerse nelle discussioni c’è anche quella di integrare nel pacchetto l’accesso completo a Crunchyroll Premium, invece di aggiungere l’ennesimo periodo di prova destinato a scadere dopo qualche settimana.

L’annuncio ha poi riaperto una questione ancora molto sentita da tanti giocatori, ovvero la decisione di Sony di interrompere la produzione di supporti fisici per PlayStation a partire dal 2028. C’è chi ha ironizzato chiedendosi se anche i dischi possano ormai essere considerati un vantaggio e chi invece ha collegato direttamente la nuova iniziativa alle critiche piovute sulla compagnia per il progressivo abbandono del formato tradizionale.

I numeri di PlayStation raccontano un’altra storia

Le lamentele, almeno per ora, non sembrano tradursi in un danno concreto per gli affari dell’azienda, e l’impressione è che anche nel caso di PlayStation Plus le proteste resteranno lettera morta. Nei risultati finanziari più recenti Sony ha registrato a settembre 127 milioni di utenti attivi mensili sulla propria piattaforma, con una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno fiscale precedente. È il dato più alto mai toccato nel mese di settembre e la compagnia lo ha descritto come il segnale di un coinvolgimento degli utenti in costante aumento.

Gli stessi conti mostrano anche che il 78% delle vendite di giochi nel periodo considerato è avvenuto in formato digitale. Una fetta molto ampia del mercato, che per Sony pesa parecchio anche sul piano economico, dato che sulle vendite digitali dei titoli pubblicati direttamente dalla compagnia PlayStation trattiene l’intero ricavato senza doverlo dividere con nessun intermediario.

Fonte: TecnoAndroid

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