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Quanti rifiuti produciamo a testa in Europa? Nel 2024 ogni cittadino dell’Unione Europea ne ha generati in media 1.697 kg, ed è proprio questo il numero da cui partire per capire quanto pesano davvero i consumi di tutti i giorni. Nel complesso i Paesi membri hanno prodotto 765 milioni di tonnellate di scarti, un volume enorme che però va letto nel giusto contesto. Rispetto a vent’anni fa la tendenza è cambiata e il segno è quello giusto.
Il confronto con il 2004 racconta infatti una storia interessante. All’epoca la produzione di rifiuti nell’UE aveva toccato quota 779,5 milioni di tonnellate, mentre oggi il totale risulta inferiore dell’1,9%. Non si tratta di un crollo ma di una discesa graduale, letta come il frutto di una maggiore consapevolezza sugli sprechi e delle politiche di riuso portate avanti nel tempo. Parlare di “soltanto” 765 milioni di tonnellate può sembrare quasi ironico, eppure rende bene l’idea di un percorso che sta funzionando.
C’è poi un dettaglio tecnico che cambia parecchio la lettura delle cifre. Dal conteggio restano fuori i principali rifiuti minerari, cioè quelli che derivano dalle attività estrattive, insieme agli scarti dell’edilizia e delle demolizioni. Il dato pro capite di 1.697 kg va quindi sempre inteso al netto di queste voci, e lo stesso vale per il confronto con il 2004.
Chi produce più rifiuti e chi meno in Europa
Scorrendo la classifica dei singoli Stati emergono differenze notevoli. In cima si trova l’Estonia con 4.703 kg di rifiuti per abitante, quasi il triplo della media europea. Seguono a distanza il Belgio con 3.157 kg e la Bulgaria con 2.881 kg. Il primato estone ha però una spiegazione precisa ed è legato alla produzione di energia dagli scisti bituminosi, un’attività che incide in modo determinante sul bilancio nazionale degli scarti e che spinge il Paese baltico molto lontano da tutti gli altri.
All’estremo opposto ci sono le nazioni più parsimoniose. Malta occupa l’ultimo posto della graduatoria con appena 1.092 kg pro capite, seguita dall’Irlanda con 1.199 kg e dalla Slovenia con 1.254 kg. Tra lo Stato più sobrio e quello che genera più immondizia la distanza supera i 3.600 kg a persona, un divario che mostra come la media continentale metta insieme realtà molto lontane tra loro.
Il 42% dei rifiuti viene riciclato
Altrettanto utile è capire che fine fanno tutti questi materiali una volta scartati. Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi sempre al 2024, quasi due terzi dei rifiuti europei vengono sottoposti a operazioni di recupero, per la precisione il 61,8%. Dentro questa grande categoria convivono però destinazioni piuttosto diverse tra loro, ed è lì che si gioca la partita più interessante.
La fetta principale riguarda il riciclo vero e proprio, che coinvolge il 42% del totale. Un altro 13,3% viene impiegato nel cosiddetto backfilling mentre il 6,5% finisce negli inceneritori con contestuale recupero energetico, quindi trasformato in energia invece di essere semplicemente eliminato. Sommando queste tre voci si arriva esattamente a quel 61,8% di materiale che in qualche modo torna a essere utile.
Il resto segue percorsi differenti. Il 37,8% degli scarti prodotti nell’Unione viene conferito in discarica, una quota che rappresenta ancora più di un terzo del totale. Soltanto lo 0,4% viene invece bruciato senza alcun recupero di energia.
Fonte: TecnoAndroid


