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Tasto Office: la scorciatoia segreta che apre LinkedIn e Copilot

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La scorciatoia da cinque tasti che sta girando ovunque, quella che apre LinkedIn premendo CTRL+ALT+MAIUSC+Windows+L, non è uno scherzo di qualche sviluppatore annoiato ma l’eredità del tasto Office, un pulsante fisico che Microsoft aveva messo su alcune tastiere per arrivare in fretta alle app della suite. Chi si ferma alla curiosità di LinkedIn si perde il pezzo più gustoso della faccenda, perché il vero protagonista è quel blocco di quattro modificatori premuti insieme.

Basta provare per capire. Tenendo premuti CTRL, Windows e ALT con una mano e toccando MAIUSC con l’altra, si apre la home di Microsoft Copilot oppure quella di Microsoft 365. Per il sistema operativo quella sequenza articolata equivale esattamente alla pressione del tasto Office, e Microsoft lo documenta ancora oggi in modo esplicito: alcuni pulsanti delle tastiere non generano un singolo codice, ma una vera e propria scorciatoia.

Un tasto che in realtà non era un tasto

Dal punto di vista di chi ci mette sopra il dito, il pulsante Office sembrava una cosa simile a Windows, CTRL o ALT. Dal punto di vista dell’input inviato al computer, però, la soluzione scelta a Redmond era molto più furba e molto meno costosa: quel tasto produceva semplicemente una combinazione di modificatori già esistenti. Niente nuovo tasto universale da far riconoscere a tastiere, driver e applicazioni di mezzo mondo. La conferma arriva dalla documentazione di PowerToys Keyboard Manager, dove Microsoft spiega che alcuni pulsanti apparentemente autonomi inviano in realtà una scorciatoia. Gli esempi citati sono due e sono parecchio indicativi: il vecchio tasto Office e il più recente tasto Copilot, che a seconda dell’implementazione può comportarsi allo stesso modo. La tastiera ha un pulsante col logo stampato sopra, Windows riceve una sequenza multipla.

Da qui nasce tutta la famiglia di combinazioni. Premuto da solo, il tasto Office apriva l’applicazione se installata, altrimenti il servizio Web corrispondente. Abbinato a una lettera, invece, puntava dritto a un programma preciso: W per Word, P per PowerPoint, X per Excel, O per Outlook, T per Teams, D per OneDrive, N per OneNote e L per LinkedIn. Al posto della parola Office va letto CTRL+ALT+MAIUSC+Windows, ed ecco spiegato perché CTRL+ALT+MAIUSC+Windows+W fa comparire Microsoft Word.

Perché proprio una combinazione così scomoda

La scomodità non è un difetto di progettazione, è il punto. Una sequenza che tiene insieme tutti e quattro i modificatori ha una probabilità bassissima di venire digitata per sbaglio mentre si lavora, quindi funzionava benissimo come identificatore del pulsante Office senza rubare scorciatoie utili agli utenti o ai programmi già installati. Se Microsoft avesse scelto Windows+O oppure CTRL+ALT+O avrebbe occupato spazio prezioso, magari già usato da qualche software. In pratica quella combinazione è così scomoda perché nessuno avrebbe mai dovuto premerla a mano: ci pensava il tasto fisico. Il supporto, precisa Microsoft, richiede almeno Windows 10 May 2019 Update, versione 1903. Da lì in poi il sistema riconosce il prefisso e reagisce di conseguenza.

Come ottenere lo stesso effetto senza contorsioni

Il metodo più fedele all’originale passa da una tastiera programmabile, un tastierino macro o un dispositivo il cui firmware permetta di associare una sequenza a un singolo pulsante. Se la macro resta nella memoria interna della tastiera, non serve neanche tenere un programma aperto su Windows. Il Registro di sistema, con la classica chiave Scancode Map, non basta: quella rimappatura serve a trasformare un tasto in un altro tasto, non a generare cinque pressioni simultanee. PowerToys è più flessibile, ma le scorciatoie configurabili devono chiudersi con un tasto di azione e di norma non superano i quattro tasti, con l’eccezione dei chord. Le combinazioni Office ne hanno quattro più la lettera finale, quindi restano fuori. E va tenuto presente che chiudendo PowerToys le rimappature smettono di funzionare.

Con AutoHotkey il problema sparisce, perché basta uno script che faccia partire Windows+CTRL+ALT+MAIUSC+W alla pressione di un tasto inutilizzato, illudendo il sistema di aver ricevuto Office+W. Anche qui, però, il programma deve restare attivo in background.

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