Negli ultimi giorni il web si è di nuovo acceso sulle stesse domande: quanto è reale ciò che stiamo vedendo nei video dei nuovi robot umanoidi? E, soprattutto, quanto possiamo fidarci delle aziende che li mostrano? Il caso del T800 di EngineAI è diventato la miccia perfetta per far esplodere il dibattito. Dopo un primo video che aveva fatto il giro della rete tra stupore e scetticismo, la compagnia di Shenzhen ha deciso di provare a zittire le accuse di CGI in un modo che nessuno si aspettava davvero: mettendo il proprio CEO davanti a un calcio sferrato dal robot che tutti stanno studiando frame per frame.
Come EngineAI sta ridefinendo la dimostrazione dei robot umanoidi
Nel nuovo filmato diffuso su X, Zhao Tongyang entra in scena con addosso le protezioni, con quell’aria di chi sa che sta per vivere un momento destinato a circolare ovunque. La dimostrazione viene definita “controllata”, ma l’impatto visivo resta forte: il robot avanza, alza la gamba con un movimento netto e preciso e lo butta a terra senza perdere neanche un millimetro di equilibrio. La macchina resta ferma, quasi teatrale nella posa finale, mentre Zhao rotola indietro. Le riprese arrivano da più angolazioni, e questo ha contribuito a far crescere ulteriormente il numero di visualizzazioni, soprattutto perché il pubblico non è minimamente concorde. Per alcuni è finalmente la prova che non c’è alcun trucco; per altri, anche una scena girata così può essere manipolata. E la discussione continua.
Il tutto nasce dal primo video, quello con la presentazione ufficiale del T800. L’atmosfera era scura, scenografica, quasi cinematografica, e il robot sfondava porte e dava calci acrobatici come se fosse stato programmato da un coreografo. EngineAI aveva subito dichiarato che non c’era né CGI né accelerazione, ma il dubbio collettivo aveva preso il sopravvento. Forse è stato proprio questo a spingere l’azienda a cambiare registro e mostrare una versione più “spoglia” della macchina, quasi un dietro le quinte per rassicurare chi non crede a nulla finché non vede pixel imperfetti.
In un settore in cui aziende come Boston Dynamics o Figure AI preferiscono dimostrazioni operative e report tecnici, scegliere un linguaggio così spettacolare è una mossa che divide. EngineAI sembra puntare tutto sull’effetto “wow”, anche in vista del loro evento del 24 dicembre, un “Robot Boxer” che suona più come una serata da pay-per-view che come un test ingegneristico.
Robot Boxer e CEO in scena: spettacolo o tecnologia reale?
Dietro questa narrativa così aggressiva, però, c’è un progetto che vuole attrarre sviluppatori e investitori con numeri concreti. Il T800 è alto 173 centimetri, pesa 75 chili ed è costruito con pannelli di alluminio aeronautico. I suoi 29 gradi di libertà, più i 7 per mano, gli permettono movimenti complessi, supportati da una batteria allo stato solido sostituibile e da un sistema di raffreddamento attivo nei giunti delle gambe pensato per mantenerlo operativo per circa quattro ore anche sotto sforzo.
Per orientarsi nello spazio usa una combinazione di LiDAR a 360 gradi, telecamere stereo e un’unità dedicata all’elaborazione dell’ambiente. I motori delle articolazioni arrivano a 450 Nm di coppia, abbastanza da giustificare quei movimenti rapidi che molti hanno scambiato per effetti speciali. La parte computazionale mette insieme un controller Intel N97 e un modulo NVIDIA AGX Orin da 275 TOPS, un’accoppiata che gli consente di muoversi con autonomia notevole e di gestire applicazioni che vanno dall’assistenza alla logistica, fino a una camminata di 3 metri al secondo.
Alla fine, forse, la domanda non è più se il video sia autentico o meno, ma quanto siamo preparati a vedere robot così convincenti muoversi nel mondo reale. EngineAI, nel bene e nel male, ha scelto di essere la prima a spingerci in quella direzione.