Per Suzuki la passione corre su due ruote, ma non sempre quelle a motore. Il marchio giapponese, conosciuto per auto, moto e motori marini, da anni mette la propria faccia anche su iniziative sportive e benefiche, e il Suzuki Bike Day ne è la prova più chiara. Una giornata pensata per il ciclismo, fatta di pedalate condivise e di una causa che pesa più di qualsiasi cronometro: la raccolta fondi per i bambini malati.
L’evento, organizzato e promosso da Suzuki Italia, è arrivato alla sua sesta edizione e anche stavolta ha centrato l’obiettivo. Circa duemila partecipanti si sono presentati al via, pronti a fare la loro parte per un progetto che va ben oltre lo sport amatoriale. Numeri che raccontano quanto la beneficenza sia diventata il cuore vero di questa manifestazione.
Suzuki Bike Day 2026: tra mare e colline partendo dal Misano World Circuit
La prima edizione risale a giugno 2021 e da allora la formula è cresciuta, prendendo una forma itinerante che negli ultimi anni ha messo radici in Romagna, la regione dei motori per eccellenza. A rendere ancora più speciale il Suzuki Bike Day ci hanno pensato le partenze da circuiti leggendari come Monza, Imola e Misano, oltre alla presenza di volti noti dello sport, tra cui il dirigente sportivo ed ex ciclista professionista Davide Cassani.
Per l’edizione 2026 è stato pensato un percorso a lunghezza variabile: 50 km nella versione breve e oltre 65 km in quella lunga. Una scelta che ha permesso anche a chi non corre per professione di mettersi alla prova senza sentirsi fuori posto. Il tracciato si è snodato tra mare e colline, con scorci davvero notevoli, ed è stato chiuso al traffico cittadino per quasi tutta la sua lunghezza, così da garantire più sicurezza a chi pedalava.
Ad accompagnare i partecipanti c’erano i membri del Team Suzuki, a bordo delle ammiraglie del marchio come Suzuki Vitara Hybrid, pronti a controllare lo stato di salute dei ciclisti lungo il percorso. Il servizio d’ordine e i fotografi di gara si sono invece spostati su una flotta di moto, con modelli come Suzuki V-Strom e Suzuki SV-7GX a presidiare il tragitto.
L’impegno per la Dynamo Camp
Dietro tutto questo c’è un progetto che Suzuki Italia sostiene ormai da tempo: la Dynamo Camp, un’associazione che offre programmi di terapia ricreativa a minori affetti da patologie gravi o croniche. Il meccanismo è semplice e diretto. La quota di iscrizione alla gara viene devoluta interamente all’associazione, quindi ogni partecipante contribuisce in prima persona alla causa.
Grazie al successo raccolto nelle ultime tre edizioni, è stata raggiunta una cifra di circa centomila euro. Soldi che hanno permesso a oltre ottanta ragazzi malati di ricevere le cure promesse, trasformando una giornata in bicicletta in qualcosa di molto più concreto.
A spiegare la filosofia del progetto è stato Massimo Nalli, presidente e amministratore delegato di Suzuki Italia: “una multinazionale come Suzuki, che costruisce auto, moto e motori marini, ha il dovere, oltre che il piacere, di restituire qualcosa ai propri clienti e ai potenziali clienti. Noi lo facciamo supportando la passione per lo sport.”