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Superbonus, il conto finale ENEA: 126,7 miliardi spesi entro il 2025

Il Superbonus ha lasciato un segno profondo nei conti pubblici italiani, e adesso i numeri parlano chiaro. Il rapporto ENEA sui lavori conclusi entro il 2025 mette nero su bianco una cifra impressionante: 126,7 miliardi di euro spesi per quello che resta uno degli incentivi fiscali più discussi e più criticati della storia recente del Paese. Un fiume di denaro pubblico che è servito a rimettere in sesto edifici, cambiare infissi, isolare pareti e, almeno sulla carta, tagliare i consumi energetici di migliaia di abitazioni sparse un po’ ovunque.

Dove sono finiti davvero i miliardi del Superbonus

Quando si guarda alla ripartizione di questi soldi, il quadro diventa più concreto. Il rapporto ENEA fotografa un intervento che ha toccato una fetta enorme del patrimonio immobiliare nazionale, con lavori che vanno dalla riqualificazione energetica vera e propria fino agli interventi strutturali più pesanti. Buona parte della spesa se ne è andata negli edifici residenziali, tra condomini e case singole, con differenze notevoli da regione a regione. Non tutte le aree d’Italia hanno sfruttato il Superbonus allo stesso modo, e questo si vede bene dai dati raccolti.

La logica dietro l’incentivo era semplice sulla carta ma complicatissima nella pratica. L’idea di fondo puntava a spingere la riqualificazione energetica degli immobili, rendendo di fatto gratuiti o quasi certi lavori grazie alla detrazione che arrivava fino al 110 per cento. Il risultato è stato un boom di cantieri, ma anche un peso enorme sulle casse dello Stato, tanto che nel tempo le regole sono state riviste più volte per cercare di frenare la corsa alla spesa.

Quanta energia ha fatto risparmiare l’incentivo

Al di là della cifra spesa, la domanda che interessa davvero è un’altra: tutti questi soldi hanno prodotto benefici concreti? Secondo l’analisi, il risparmio energetico generato dagli interventi c’è ed è misurabile, anche se il confronto con l’investimento fa discutere parecchio. Gli edifici ristrutturati grazie al Superbonus consumano meno, e continueranno a farlo negli anni a venire, con un effetto che si distribuisce nel lungo periodo.

I dati ENEA mostrano un miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili coinvolti, con una riduzione dei consumi che dovrebbe accompagnare questi edifici per parecchio tempo. È proprio su questo punto che si gioca gran parte del dibattito attorno al bonus edilizio: capire se il gioco valga la candela, se cioè il rapporto tra quanto è stato speso e quanto si risparmierà in bolletta e in emissioni giustifichi una spesa pubblica di queste dimensioni.

Il superbonus 110 ha insomma prodotto effetti reali sul fronte dei consumi, ma il conto finale resta salatissimo e continua a pesare sui bilanci. La detrazione fiscale che ha reso possibile tutto questo ha cambiato il volto di molti edifici italiani, spingendo un settore, quello edilizio, che ha visto una crescita fuori dal comune in pochissimi anni. I numeri messi in fila dal rapporto raccontano proprio questo: una spesa monstre, un patrimonio immobiliare in parte rinnovato e un risparmio energetico che si dispiegherà lentamente, anno dopo anno, sui consumi delle famiglie coinvolte.

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